All’alba di oggi, nel quartiere Pianura di Napoli, è in corso una vasta operazione interforze che ha messo nel mirino tre importanti sodalizi camorristici. Ventotto persone sono finite al centro di un provvedimento restrittivo ritenuto gravemente indiziato di associazione di stampo mafioso, estorsione, traffico di droga e detenzione e vendita abusiva di armi da fuoco, con reati aggravati dal metodo mafioso.
L’intervento è stato portato avanti dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli, con il supporto operativo del Commissariato Pianura. Decine di agenti sono impegnati nel notificare i provvedimenti cautelari e nel condurre perquisizioni mirate nei luoghi ritenuti basi dei clan, utili a mettere a nudo le reti operative e i legami tra gli affiliati.
La Dda ha delineato una “mappa criminale” che riguarda tre gruppi distinti ma interconnessi, tutti impegnati a contendersi il controllo del territorio. Secondo gli accertamenti in corso, le attività illecite comprendono un sistema diffuso di estorsioni ai danni di commercianti locali, un vivace traffico di droga e un canale di forniture illegali di armi pronte all’uso in eventuali scontri tra fazioni rivali. Le indagini evidenziano una gestione ramificata delle piazze di spaccio e un controllo capillare delle aree di interesse criminale, strumenti che alimentano la escalation violenta nel quartiere.
Pianura resta ferita da una lunga stagione di violenza, segnata da episodi di stese e atti intimidatori volti a imporre il predominio delle bande. Le dinamiche in campo hanno visto anche attentati dinamitardi e raid contro esercizi commerciali e abitazioni private, azioni legate al ricatto del pizzo e al tentativo di piegare la popolazione al silenzio. In questo contesto, le investigazioni mirano a smantellare non solo i vertici ma anche i nodi operativi delle tre ya gruppi, riducendo di conseguenza la capacità di mettere in atto nuove azioni punitive.
Un segnale forte, secondo i responsabili dell’inchiesta, è arrivato con l’azione odierna: lo Stato torna a presidiare un’area periferica spesso esposta al pressing della criminalità organizzata. Le attività investigative proseguono in queste ore con ulteriori perquisizioni e l’esame di reperti utili a corroborare l’impianto accusatorio della Procura Distrettuale Antimafia. Restano aperti gli esiti di ulteriori accertamenti, tra conferme su ruolo e responsabilità degli indagati e verifiche su eventuali nuove piste da seguire.
