Seguici
Notizie live
Caricamento...

Volla, fermato il 17enne collegato alla sparatoria che ha ucciso Fabio Ascione

Scorri per leggere ↓

Napoli – Un giovane di appena diciassette anni, A.A., è ora dietro le sbarre del carcere minorile di Nisida, in seguito a una sparatoria che ha sconvolto Ponticelli la notte del 7 aprile. Il conflitto armato ha avuto esiti tragici: un ragazzo innocente, Fabio Ascione, ha perso la vita, portando con sé le domande inquietanti sulla violenza sempre presente nei nostri quartieri.

La situazione si complica ulteriormente con un video pubblicato su TikTok dal padre del ragazzo, un noto esponente del clan Veneruso-Rea di Volla. Le immagini, in cui l’uomo riprende le gazzelle dei Carabinieri che prelevano il figlio, contengono messaggi di affetto e un’esplicita promessa di protezione: «Farò di tutto per portarti a casa», afferma, dimostrando così una fedeltà che trasmette tensione all’intera comunità.

Stando a quanto emerge dalla ricostruzione iniziale, A.A. è indagato per una serie di reati gravi, tra cui porto e detenzione illegale di armi e resistenza a pubblico ufficiale. La sua implicazione nella morte di Fabio Ascione non è solo una mera coincidenza. Le indagini lo collegano direttamente a un gruppo criminale che ha dato vita a uno scontro decisivo, esaltato da rancori pregressi legati al traffico di auto rubate.

La notte del drammatico scontro, secondo le autorità, A.A. era a bordo di un’auto scura con altri complici. La situazione non era casuale, ma parte di un regolamento di conti tra bande giovanili. Per questo motivo, il suo arresto non è solo una questione di giustizia materiale, ma potrebbe anche avergli salvato la vita. Voci nel quartiere suggeriscono che una vendetta fosse imminente, con il clan De Micco pronto a mettere una taglia sulla sua testa.

A fare eco a questa atmosfera tesa, le minacce continuano a circolare sui social, alimentando un clima di paura e inquietudine tra i giovani di Ponticelli. «La situazione ha creato molta preoccupazione nella zona», raccontano alcuni residenti, testimoni di un balletto di violenze che sembra non avere fine.

Le prossime ore saranno decisive per comprendere l’evolversi di una vicenda che non sembra affatto chiusa. La paura di un nuovo scontro e le reazioni nei quartieri continuano a crescere, e la domanda che aleggia è se il silenzio della comunità riuscirà a spezzare la spirale di violenza che sembra avvolgere i più giovani.