Napoli ha un nuovo capitano nel mondo della scienza. È Giovanni Covone, recentemente nominato presidente della Fondazione Idis-Città della Scienza. Una figura di spicco nel panorama scientifico, Covone è ordinario di Astrofisica e Cosmologia presso l’Università di Napoli Federico II, e si prepara a guidare un ente che da 35 anni funge da catalizzatore per sviluppo e innovazione nella regione.
La Fondazione, attiva dal 1987, è un faro di divulgazione scientifica e innovazione, con strutture che si estendono su sette ettari. All’interno, il Science Centre, primo museo scientifico interattivo di Italia e un incubatore per nuove imprese, si pongono come punto di riferimento non solo per Napoli, ma per tutto il Mezzogiorno. Sotto la direzione di Covone, l’ente punta a rafforzare il suo ruolo di eccellenza nella formazione e nel dibattito pubblico, cercando di costruire una “società della conoscenza” in grado di trarre beneficio dall’evoluzione tecnologica.
“Città della Scienza rappresenta una risorsa cruciale per il nostro territorio e per l’intero Mezzogiorno, ma il nostro traguardo deve essere l’eccellenza globale”, afferma Covone. A suo avviso, un’efficace sinergia con la comunità scientifica sarà determinante per affrontare le sfide che la attendono.
Giovanni Covone, originario di Trani ma napoletano d’adozione, ha un curriculum di tutto rispetto, con esperienze importanti negli Stati Uniti e in progetti internazionali. Nel 2020, è stato parte della squadra che ha scoperto TOI-700 d, un pianeta potenzialmente abitabile. La sua dedizione alla divulgazione è altrettanto significativa: Covone si impegna affinché la scienza diventi patrimonio comune, visibile nelle sue apparizioni sui media e in iniziative culturali che mirano a rendere l’astrologia più accessibile.
La domanda che sorge ora è: riuscirà questa nuova leadership a catalizzare ulteriormente il potenziale di Napoli e del Mezzogiorno? Le prossime settimane saranno cruciali per capire come si tradurrà la visione di Covone in azioni concrete. Nel frattempo, i residenti restano in attesa, speranzosi di una nuova era di innovazione e conoscenza.

