Pozzuoli si prepara a stupire con una nuova gemma culinaria che intreccia gastronomia e archeologia in un modo mai visto prima. ENA, il ristorante appena inaugurato nella storica Tenuta San Vito, non è solo un luogo dove mangiare, ma un vero e proprio viaggio nel tempo, costruito su una necropoli paleocristiana risalente tra il I e il II secolo d.C., emersa durante i recenti lavori di restauro della dimora settecentesca.
Questa scoperta offre ai visitatori un’esperienza unica: cenare sopra duemila anni di storia cristiana flegrea, grazie a un progetto di conservazione voluto dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei. La necropoli, risalente al 2006, non è solo un sito archeologico; è un tesoro che custodisce reperti in bronzo, gioielli e persino una tomba con la raffigurazione del Buon Pastore, simbolo controverso e affascinante del cristianesimo primordiale.
Ma ENA va oltre. Include anche un antico agapeo, antico punto di condivisione spirituale post-rito funebre, rinnovato per dialogare con la ristorazione moderna. La cucina, diretta dallo chef Armando Castellano, un figlio della terra, si pone come un omaggio ai sapori della Campania e dei Campi Flegrei, bilanciando tradizione e innovazione in ogni piatto.
“Con ENA, volevamo ridare vita a un luogo straordinario e autentico,” spiega Federica Russolillo, responsabile della comunicazione del ristorante. “Vogliamo creare un legame tra storia, territorio e modernità, unendo memoria e bellezza attraverso un’esperienza culinaria memorabile.”
La struttura vanta una lounge privata in vetro che si affaccia sul paesaggio circostante, permettendo agli ospiti di contemplare la bellezza dei Campi Flegrei mentre si trovano appollaiati su vestigia millenarie. La cantina, con circa 300 etichette selezionate, è pronta a sorprendere anche i palati più esigenti.
La presentazione ufficiale ha incluso una cena degustazione e un tour privato della necropoli, facendo presagire un futuro brillante per ENA come punto di riferimento per chi cerca un’esperienza che va oltre il ristorante tradizionale.
Nel quartiere, l’attenzione per questa iniziativa cresce, con la sensazione che la storia e la gastronomia possano finalmente dialogare in modo inedito. Saranno i Pozzuoli e gli amanti della buona cucina a scrivere il prossimo capitolo di questa storia?

