Un ennesimo episodio di violenza colpisce il mondo sanitario a Napoli, sollevando interrogativi inquietanti sulla sicurezza all’interno dei pronto soccorso cittadini. Questo fine settimana, un infermiere del Vecchio Pellegrini è stato aggredito da un paziente, riportando lesioni che richiederanno fino a 21 giorni di guarigione.
L’incidente è avvenuto nel reparto di emergenza-urgenza, dove un uomo, in osservazione per un dolore toracico, stava riprendendo con il suo telefono il personale sanitario mentre era in servizio. Come riporta la pagina Facebook “Nessuno tocchi Ippocrate”, l’infermiere, preoccupato per la violazione della privacy, è intervenuto chiedendo di fermare la registrazione. Questa richiesta, però, ha scatenato la reazione violenta del paziente, che ha colpito il professionista con uno schiaffo.
“La situazione è insostenibile”, commenta un collega dell’infermiere aggredito, mettendo in evidenza la crescente tensione e le carenze di sicurezza che caratterizzano i pronto soccorso. Dopo l’aggressione, l’infermiere ha ricevuto le cure necessarie e ha presentato denuncia alle forze dell’ordine. I controlli sono ora in corso per ricostruire ogni dettaglio dell’accaduto.
Quest’episodio non è un caso isolato e riaccende forti preoccupazioni tra gli operatori sanitari circa il loro benessere e la loro sicurezza sul lavoro. Gli uomini e le donne in prima linea nella lotta contro la pandemia e nella cura dei pazienti si trovano sempre più spesso di fronte a situazioni che mettono a repentaglio non solo la loro integrità fisica, ma anche il loro diritto a lavorare in un ambiente sicuro.
Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per la risposta delle istituzioni e per la protezione dei professionisti del settore. Intanto, tra i cittadini e i lavoratori della sanità resta alta l’attenzione su quanto accaduto, con la sensazione che il problema della sicurezza nei pronto soccorso non si possa più ignorare.

