Cronaca
Sciopero Circumvesuviana: caos e tensione tra Napoli e hinterland, cosa succede?
Napoli – Semplicemente surreale. Ieri sera, un’onda di caos ha colpito i viaggiatori che cercavano di muoversi in provincia di Napoli. Lo sciopero di 24 ore proclamato dal sindacato Orsa ha calato il sipario sui trasporti, lasciando a terra centinaia di passeggeri. Le linee della Circumvesuviana, gestite da EAV, sono state le più colpite: corse cancellate, stazioni stracolme e lunghe attese hanno segnato una domenica che doveva essere all’insegna della festa.
“È un disastro, come nei peggiori film”, racconta un pendolare in attesa alla stazione di Torre del Greco. E mentre la gente si agita, l’azienda di trasporto regionale ha cercato di limitare i danni, concentrando il personale sui collegamenti Napoli-Sorrento. Ma questo non è bastato: con il flusso turistico a picco, le partenze sono avvenute con ritardi enormi, davvero frustrante per chi sperava in una giornata serena.
Le cose si sono complicate ulteriormente su altre linee. Le direzioni vesuviane sono rimaste quasi deserte, con pochi convogli in circolazione. “Non ne posso più, è quasi normale vivere così,” protestava un altro utente, esasperato per una situazione che sembra ripetersi nel tempo. Ancor più grave, i lavori sulla linea di Ferrovie dello Stato tra Napoli-San Giovanni Barra e Salerno hanno peggiorato la questione, causando il blocco di diversi treni.
Per far fronte alla crisi, un servizio sostitutivo su gomma è stato attivato, ma gli autobus si sono imbottigliati nel traffico intenso della città. È un classico napoletano: quando la viabilità è tesa, ogni tentativo di soluzioni si trasforma in un’ulteriore fonte di stress per i cittadini.
“Abbiamo bisogno di un trasporto pubblico che funzioni, non solo di promesse”, è l’appello di una madre con il bambino in braccio, mentre guarda il display che segna l’assenza di treni. In una giornata che celebra le mamme, avrebbero dovuto poter contare su un’alternativa valida per spostarsi.
Sebbene si preveda un miglioramento della situazione nel pomeriggio, con termine dello sciopero alle 19.30, la tensione resta palpabile. “Il vero problema è un sistema che fa acqua da tutte le parti,” afferma un passeggero, mentre le speranze per un ritorno alla normalità si mescolano con un’inedita frustrazione. Che segnali ci sono in vista per la mobilità napoletana? E soprattutto, quando si romperà questo circolo vizioso?