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Cronaca

Napoli, caos al pronto soccorso: barelle a 400 euro a notte, scatta l’inchiesta della Procura

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Napoli, caos al pronto soccorso: barelle a 400 euro a notte, scatta l’inchiesta della Procura

Il caso è esploso lo scorso sabato, e il clamore è palpabile. Una denuncia piovuta come un fulmine a ciel sereno: una croce privata avrebbe “affittato” una barella nel pronto soccorso dell’Ospedale del Mare per ben 400 euro a notte. Man mano che i dettagli emergono, si delineano tinte sempre più inquietanti. “Siamo stanchi di questa situazione”, afferma un familiare di una delle pazienti coinvolte, evidenziando la gravità della mancanza di risorse.

Sabato pomeriggio, i carabinieri del Nas hanno avviato ispezioni nel presidio di Napoli est. Non è bastato, e oggi arriva la risposta forte dell’Asl Napoli 1: un divieto di accesso per le ambulanze private nelle aree di pronto soccorso. “Siamo in emergenza, dobbiamo proteggere i pazienti”, ha dichiarato un ufficiale nel corso dell’operazione. La notizia ha scosso i napoletani, che ora si chiedono fino a che punto si può spingere la sanità privata.

Intanto, la direzione sanitaria ha spedito una dozzina di barelle da altri presidi, mentre una nuova indagine interna prende piede in un contesto già pesante. “Abbiamo 53 barelle, ma non bastano per 60 pazienti in attesa,” è ciò che emerge dalla relazione iniziale. La tensione è palpabile e la necessità d’aprire un fascicolo da parte della Procura di Napoli sembra un passo inevitabile.

Gaetano Gubitosa, manager dell’Asl, ha risposto alle accuse: “Nessuna segnalazione di abusi ci è mai pervenuta”. Questo tentativo di calmare le acque non ha placato le polemiche. La questione è scottante, i napoletani non vogliono più vedere i malati in barella, figuriamoci pagare per un servizio che dovrebbe essere garantito a tutti.

La reazione politica non si è fatta attendere: Fratelli d’Italia, rappresentati da Gennaro Sangiuliano e altri, ha chiesto chiarimenti immediati. “È vergognoso che i pazienti vengano trattati così, peggio ancora se si tratta di barelle a pagamento,” affermano, gridando allo scandalo. Un’interrogazione è già in cantiere, puntando il dito verso un sistema sanitario che, se confermate le accuse, mostrerebbe il suo lato più oscuro.

Mentre la tensione sale e le indagini proseguono, i cittadini di Napoli guardano con apprensione. Che fine ha fatto la dignità della salute pubblica? Quella che nelle strade di Forcella, nei mercati di Porta Nolana, dovrebbe essere un diritto sacrosanto si trasforma in un dubbio amletico: quanto vale la vita di un malato in questo turbinio di malasanità?

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