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Cronaca

Tangenti a Sorrento, l’ex sindaco svela il giallo da 215mila euro

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Tangenti a Sorrento, l’ex sindaco svela il giallo da 215mila euro

“Basta tangenti!” è l’urlo di guerra che rimbalza nelle strade di Napoli, mentre il caso Sorrento scuote il comune con l’eco di una corruzione che sembra infinita. L’ex sindaco Massimo Coppola ha confessato di aver intascato 215mila euro in tangenti, rivelando un sistema tentacolare che ha trasformato gli appalti in un mercato nero. Parole forti, che si traducono in interrogatori e indagini su decine di altri indagati.

“La gente ha il diritto di sapere”, ha dichiarato un funzionario della Guardia di Finanza. E di certo, le parole del gip Maria Concetta Criscuolo non fanno dormire sonni tranquilli a chi è coinvolto. Nuove misure cautelari sono sul tavolo, pronte a essere attuate nei prossimi giorni. La tensione è palpabile, il Viminale guarda, e la paura di un possibile scioglimento del Comune si fa sempre più concreta.

La prima luce su questo groviglio è stata accesa il 20 maggio 2025, quando Coppola è stato colto in flagrante in un ristorante. Una scena che ha del surreale: qualcuno contava mazzette in bagno, mentre le telecamere delle Fiamme Gialle riprendevano la corruzione in atto. Il sorriso del ristorante, una facciata di normalità che celava ben altro.

Tra i nomi coinvolti, sorge il misterioso “Lello il sensitivo”, braccio destro di Coppola, e Francesco Di Maio, l’architetto dei concorsi truccati. Le accuse stanno crescendo come un’ondata che travolge tutto: 13 appalti sotto accusa, compresi quelli per il “Campo Italia” e il Teatro Tasso. Ma non è tutto. Un blitz ha portato al ritrovamento di 115mila euro in contanti, un segno di quanto possa essere radicata questa rete.

Adesso, il Comune è sotto la lente d’ingrandimento. Con le elezioni in vista, il rischio di annullamento brucia sulla pelle dei cittadini. “Se non si chiarisce subito, rischiamo di tornare indietro”, afferma un cittadino esasperato, mentre le voci si alzano tra i vicoli di Sorrento. Gli interrogatori per i quindici nuovi indagati, tra cui dirigenti e imprenditori, sono fissati per il 16 e 17 aprile.

Chi paga il prezzo di questa corruzione? E come può il popolo voltare pagina dopo questo scandalo? Le domande si accumulano, le risposte sembrano lontane. I cittadini di Napoli non possono più aspettare.

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