Cronaca di Napoli
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Vendute su TikTok a Napoli: sequestrate oltre 2.300 maglie del Napoli contraffatte

Vendute su TikTok a Napoli: sequestrate oltre 2.300 maglie del Napoli contraffatte

Napoli, maxi-sequestro di maglie SSC Napoli contraffatte: 2.338 capi sequestrati e denunciato un cittadino italiano

In un’azione mirata a contrastare la vendita di prodotti falsi e a difendere il Made in Italy, la Guardia di Finanza di Napoli ha rivenuto e sequestrato 2.338 maglie riproducenti i simboli del Napoli calcio. L’intervento rientra in una strategia di potenziamento dei controlli sui mercati paralleli e sulle piattaforme social per contrastare la commercializzazione di articoli non autenticati.

Secondo le fledelle investigative, un soggetto avrebbe promosso sui propri profili social la vendita delle maglie riprodotte, legate al centenario della fondazione della SSC Napoli. L’indagine è partita dall’osservazione di contenuti su TikTok che pubblicizzavano capi fedelmente riprodotti, completi di sponsor, etichette e persino del nuovo marchio associato al centenario.

L’attività di contrasto ha consentito di rinvenire 230 maglie all’interno dell’auto utilizzata dal promotore. Durante una successiva perquisizione, è stato trovato anche un numero significativo di ulteriori articoli: oltre 2.100 capi simili custoditi in un box di una residenza privata. Le indagini hanno evidenziato una cura particolare per i dettagli nelle repliche, tra cui una etichettatura NFC che, letta dallo smartphone, indirizzava al sito ufficiale della SSC Napoli e finiva per ingannare i consumatori sull’autenticità del prodotto.

Al termine delle operazioni, il materiale è stato sequestrato integralmente e il soggetto è stato denunciato per detenzione ai fini della vendita di prodotti contraffatti e per ricettazione. L’esito dell’azione conferma l’impegno delle forze dell’ordine a proteggere i consumatori e a salvaguardare il made in Italy nel mondo del calcio, soprattutto in un contesto in cui la rivendita di articoli falsi continua a rappresentare una minaccia per la proprietà intellettuale e per la reputazione delle aziende coinvolte.

La criminalistica ambiente evidenza come tali interventi non siano casi isolati ma rientrino in una cornice di controlli mirati da parte delle autorità, orientati a spezzare la catena di distribuzione di prodotti non ufficiali e a scoraggiare pratiche che sfruttano l’emulazione di marchi sportivi popolari. Napoli, Campania e l’intera filiera del calcio dimostrano così di essere particolarmente vigili di fronte a una realtà commerciale parallela che cerca di capitalizzare sull’entusiasmo dei tifosi.

Gli inquirenti sottolineano che le indagini proseguono per chiarire l’entità della rete di distribuzione e individuare eventuali altre persone coinvolte nelle attività illecite. Nel frattempo, l’attenzione resta alta sulle piattaforme social e sui mercati online, dove fenomeni di counterfeit possono, se non adeguatamente monitorati, ingannare i consumatori e danneggiare i marchi ufficiali.

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