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Tre napoletani arrestati per truffe nella Maceratese

Tre napoletani arrestati per truffe nella Maceratese

Due episodi di truffa hanno interessato il Maceratese, con due carabinieri non ufficiali che hanno minto sul loro ruolo per rubare gioielli e contanti a due famiglie del territorio. A Camerino sono scattate le manette per due uomini fermati in flagranza, mentre a Corridonia è stato denunciato un 21enne per una frode analoga, inizialmente maturata con la motivazione di difficoltà economiche e una presunta relazione sentimentale.

A Camerino i fatti hanno coinvolto una pensionata di 84 anni e la figlia di 56. Secondo quanto ricostruito dai militari, i truffatori hanno contattato le donne fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine, utilizzando una videochiamata per ispezionare da remoto la gioielleria e il denaro custoditi in casa. La curva della truffa prevedeva la narrazione di una rapina mai avvenuta presso una gioielleria di Macerata, ma successivamente i due hanno fatto visita alle due donne, minacciando di procedere con l’arresto se non avessero consegnato i preziosi. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha consentito di bloccare i due al culmine della vicenda. Tra i responsabili figura un 39enne di Torre del Greco e un 23enne romeno residente a Sant’Antonio Abate; entrambi sono stati arrestati.

Nel frattempo, a Corridonia è emersa un’altra pista di truffa: un ragazzo di 21 anni di origini marocchine, residente a Monte San Giusto, avrebbe guadagnato la fiducia di una donna fingendo interesse sentimentale. Secondo quanto riferito, sfruttando ipotesi di difficoltà economiche, l’individuo si è fatto consegnare gioielli e contanti per circa 15.000 euro nel corso del tempo. L’episodio resta al vaglio degli investigatori per capire se possa esserci un legame con l’altro caso registrato nelle ultime settimane nel territorio.

Le forze dell’ordine hanno posta in evidenza l’importanza di riconoscere segnali di allarme fin dall’inizio: chiamate o visite a domicilio che sembrano provenire da figure ufficiali possono nascondere tentativi di raggiro, e in caso di dubbio è fondamentale contattare i numeri di emergenza per verifiche rapide. Al momento resta aperta l’indagine per accertare eventuali collegamenti tra i due episodi e per identificare eventuali complici o reti associative.

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