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Torino: napoletano muore per trapianto di cuore; avviata un’indagine

Torino: napoletano muore per trapianto di cuore; avviata un’indagine

Torino, 1 ottobre – La Procura della Repubblica di Torino ha disposto accertamenti tecnici irripetibili per chiarire le cause della morte di Raffaele Miele, trentenne originario di San Paolo Bel Sito in provincia di Napoli, deceduto all’ospedale Molinette dopo un trapianto di cuore.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Giorgio Nicola, è attualmente aperta contro ignoti con l’ipotesi di omicidio colposo. Il conferimento dell’incarico ai consulenti tecnici d’ufficio, i medici Matteo Attisani e Alessandro Cicchini, è stato fissato per la prossima mercoledì.

La magistratura ha fornito l’evoluzione della vicenda all’esito di un esposto presentato dai familiari della vittima, che hanno chiesto un’azione mirata a chiarire profili di possibile negligenza, imperizia o errori nelle cure e a verificare l’effettiva idoneità dell’organo trapiantato. L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi del Foro di Napoli, ha spiegato che la richiesta è orientata a un accertamento tecnico irripetibile disposto dalla Procura e non a un esame diagnostico interno eseguito dai dipendenti della stessa struttura: «Abbiamo preteso un accertamento tecnico irripetibile disposto dalla Procura e non un esame condotto dai dipendenti della stessa struttura in cui, secondo i familiari, potrebbero essere stati commessi degli errori».

Raffaele Miele, colpito da una severa cardiomiopatia dilatativa, aspettava da tempo un organo compatibile. La svolta sembrava vicina il 24 settembre, quando fu attivata la procedura di ricovero dall’ospedale torinese. L’intervento, durato circa dodici ore, è stato eseguito il 25 settembre: secondo quanto riferito dai chirurghi ai familiari, dal punto di vista tecnico l’operazione sarebbe riuscita, ma il nuovo cuore avrebbe mostrato gravi difficoltà nel mantenere il ritmo, rendendo necessario il supporto dell’Ecmo per la circolazione extracorporea.

Nei giorni successivi la situazione è precipitata: a causa di un forte sanguinamento, Miele è stato nuovamente riportato in sala operatoria. Nonostante i tentativi di stabilizzare la condizione, un nuovo intervento per il riposizionamento delle cannule è stato eseguito il primo ottobre, ma le condizioni del paziente si sono aggravate fino al decesso. La dinamica resta ora al centro della perizia medico-legale ordinata dalla Procura, che dovrà chiarire i particolari dell’intervento e gli eventuali profili di responsabilità.

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