Casamicciola Terme, 26 settembre. Un pomeriggio di calcio che è finito per trasformarsi in un episodio di violenza e tensione durante la partita tra A.S.D. Lacco Ameno 2013 e Real San Giovanni Frattaminore. Un mattone lanciato dagli spalti ha raggiunto alla tempia un giovane arbitro, di appena 19 anni, obbligandolo a ricevere soccorsi sul posto. Il refolo di indignazione è stato accompagnato dall’intervento delle forze dell’ordine e dall’avvio di un’ampia ricostruzione degli eventi.
L’immediato supporto dei soccorritori del 118 non è bastato a placare l’allarme. L’arbitro, pur ferito, ha rifiutato il ricovero in ospedale. Sul campo sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Casamicciola Terme, che hanno avviato una serrata attività investigativa per ricostruire quanto accaduto e per individuare i responsabili del lancio di oggetti. Le immagini registrate dalle telecamere dello stadio, integrate con i contenuti pubblicati sui canali social delle due società, hanno acceso i radar dell’indagine, trasformandola in un lavoro di analisi comparativa che ha permesso di identificare dodici soggetti ritenuti coinvolti in episodi di tensione, scontri e sassaiola che hanno preceduto e accompagnato l’aggressione al giovane direttore di gara.
Tra i dodici, due persone sono state denunciate per violazione delle norme: un 21enne incensurato e un 26enne già noto alle forze dell’ordine. A loro contestate diverse condotte, tra cui lo scavalcamento della recinzione, il lancio di pietre sul terreno di gioco e la violazione dell’ordinanza comunale che vieta l’ingresso alle tribune. Una parte significativa dell’inchiesta mette in evidenza lo stato delle tribune dello stadio: da tempo chiuse per lavori, ma non tutti i presenti hanno rispettato il divieto d’accesso. Alcune persone avrebbero comunque trovato modo di entrare in aree interdette.
Cinque delle persone identificate sarebbero collegabili allo staff dell’A.S.D. Lacco Ameno 2013. Per loro, la contestazione riguarda principalmente l’accesso all’area interdetta dell’impianto, con un livello di coinvolgimento che la-Legge e le fonti investigative stanno definendo a partire dalle testimonianze e dai riscontri visivi raccolti. Un altro gruppo di cinque individui è stato denunciato per false dichiarazioni rese durante le attività di sommarie informazioni, ritenute volte a ostacolare l’individuazione dei responsabili del lancio degli oggetti. Tra questi ultimi, tre hanno precedenti DASPO, cioè provvedimenti di interdizione a manifestazioni sportive.
La vicenda riporta al centro dell’attenzione la sicurezza negli impianti sportivi e l’osservanza delle prescrizioni delle autorità locali. Secondo gli accertamenti, la presenza di persone in una porzione delle tribune formalmente interdetta è stato un elemento significativo della dinamica. L’episodio più grave resta l’aggressione al giovane arbitro, un fatto che ha trasformato una partita di calcio in un contesto di violenza che ha richiesto soccorsi e un’inchiesta articolata.
I dodici denunciati dovranno rispondere, a vario titolo, delle contestazioni mosse: dalle condotte legate all’accesso e al lancio di oggetti, alle false dichiarazioni fornite agli inquirenti. L’indagine, affidata ai Carabinieri, continua per chiarire ruoli e responsabilità e per visitare eventuali riscontri ulteriori. In parallelo, resta aperta la questione della sicurezza degli impianti sportivi e dell’efficacia delle misure di interdizione già in vigore: la collaborazione tra società, istituzioni e forze dell’ordine resta cruciale per prevenire nuovi episodi e garantire un contesto sportivo più sicuro per atleti, arbitri e pubblico.
