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Processo Maradona: rinvio del verdetto al 22 dicembre; Dalma piange e confida nella giustizia

Processo Maradona: rinvio del verdetto al 22 dicembre; Dalma piange e confida nella giustizia

Sarà pronunciata il prossimo 22 dicembre la sentenza del processo sulla scomparsa di Diego Armando Maradona, celebre campione argentino scomparso nel novembre 2020. L’annuncio è arrivato al termine di una lunga sessione che ha visto sei mesi di dibattimento e 51 udienze, nel corso delle quali sono emerse posizioni contrapposte tra le parti.

Durante l’ultima giornata di schermaglie processuali, la corte ha concesso a Dalma Maradona, figlia maggiore dell’icona napoletana, una breve dichiarazione. «Spero che il mio papà ottenga la giustizia che merita, come chiunque altro», ha detto la donna tra le lacrime, dando voce al dolore della famiglia a quattro anni dalla scomparsa.

La seduta ha segnato una tappa cruciale anche sul fronte della responsabilità penale: il medico internista Pedro Di Spagna è stato prosciolto da ogni accusa. «A seguito del ritiro delle accuse da parte della Procura e in assenza di qualsiasi richiesta di condanna da parte delle parti civili, è opportuno assolvere il medico Pedro Di Spagna», ha detto il presidente del tribunale, Alberto Gaig. Secondo quanto si è appreso, Di Spagna aveva partecipato una sola volta come consulente esterno presso la residenza dove Maradona stava trascorrendo la convalescenza, senza poter effettuare ulteriori visite per rinvio disposto dai colleghi.

Restano invece sei imputati ancora sotto processo, coinvolti nella gestione dell’assistenza sanitaria all’ex calciatore. Le richieste di condanna pongono al centro figure chiave come il neurochirurgo Leopoldo Luque e la psichiatra Agustina Cosachov, oltre alla coordinatrice dell’assistenza domiciliare Nancy Forlini; per loro la procura ha chiesto pene fino a 12 anni di carcere e 10 anni di interdizione dall’esercizio professionale. A fronte, la pena chiesta per lo psicologo Carlos Díaz, il caposala Mariano Perroni e l’infermiere Ricardo Almirón ammonta a fino a 5 anni di reclusione e 10 anni di interdizione.

A chiudere la giornata, il presidente Gaig ha affierato una nota di cautela e di rispetto per il metodo del dibattito: «Sono stati molti mesi di lavoro in un processo lungo, complesso e di insolita risonanza pubblica, caratterizzato da posizioni e argomentazioni fortemente contrapposte. Credo che l’elemento di valore sia stato il rispetto delle regole del dibattito, che ha permesso a ciascuno di esercitare pienamente il proprio ruolo in quest’aula».

Il verdetto di dicembre chiuderà un capitolo giudiziario molto seguito non solo in Argentina, ma anche tra i sostenitori di Maradona nel mondo. Nel frattempo, la data fissata per la lettura della sentenza resta il 22 dicembre, con l’esito che potrebbe ridefinire significati e responsabilità di questa delicata vicenda medica attorno al celebre atleta.

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