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Castellammare: sequestro da 1,7 milioni a imprenditore edile legato al clan D’Alessandro

Castellammare: sequestro da 1,7 milioni a imprenditore edile legato al clan D’Alessandro

Prevenzione patrimoniale: sequestro da 1,7 milioni di euro a imprenditore stabiese legato al clan D’Alessandro

La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione. Il patrimonio coinvolto, stimato in circa 1,7 milioni di euro, è stato attribuito a un imprenditore di Castellammare di Stabia operante nel settore edilizio, ritenuto appartenente al clan D’Alessandro, insieme ai componenti del suo nucleo familiare.

Le indagini, condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, hanno fornito elementi utili a delineare nei confronti del soggetto indizi di pericolosità qualificata. In particolare, gli approfondimenti hanno fatto emergere l’ipotesi di un inserimento organico nel sodalizio criminale e legami tra l’attività imprenditoriale e il contesto associativo camorristico.

Secondo la ricostruzione investigativa, l’imprenditore avrebbe svolto un ruolo di finanziatore delle attività criminali del clan e agito da intermediario con operatori economici del settore da avvicinare per l’imposizione del racket.

L’analisi economico-patrimoniale relativa al periodo 1997-2024 ha rilevato una sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio riconducibile all’imprenditore e ai familiari. Gli incrementi patrimoniali registrati, tra partecipazioni societarie, disponibilità finanziarie e immobili, non sarebbero giustificabili in relazione al reddito noto, e secondo l’impostazione dell’atto di prevenzione verrebbero ritenuti frutto di attività illecita in contesto camorristico.

Con il decreto è stato disposto il sequestro di cinque unità immobiliari, di un box auto, di quote sociali e dell’intero patrimonio di due società operanti nel settore edile, oltre a un deposito di risparmio. La misura rientra in un procedimento di prevenzione patrimoniale ed è soggetta ai rimedi di impugnazione previsti dalla legge. Nel comunicato della Guardia di Finanza non è stato indicato il nome dell’imprenditore.

L’operazione testimonia l’impegno delle procure e delle forze dell’ordine nel mettere al tappeto la capacità economica della criminalità organizzata, anche nel settore dell’edilizia, dove i legami tra imprese legali e sodalizi illeciti hanno tradizionalmente alimentato un circuito di riciclaggio e racket. La misura resta subordinata alle verifiche giudiziarie e agli eventuali provvedimenti di impugnazione, con l’esito che potrà ridefinire il quadro patrimoniale oggetto di sequestro.

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