Vomero, Napoli – Una sola voce per restituire ai cittadini giovani il diritto di vivere in sicurezza gli spazi pubblici. Sabato 17 ottobre, in piazza Vanvitelli, esplode l’iniziativa «Riprendiamoci la nostra città», promossa dalla Rete per la Sicurezza dei Minori e degli Adolescenti insieme al Comitato Famiglie per la sicurezza. L’appuntamento, inizialmente fissato per le 16, è stato spostato alle 16.30.
Le portavoce dell’iniziativa, Nelide Milano e Barbara Tafuri, rivendicano una cornice comune per la protesta. In un messaggio rivolto agli studenti, ricordano che “uscire con gli amici, frequentare le piazze e vivere la città non deve essere una conquista, ma un diritto”, e ribadiscono che nessuna forma di violenza può mettere in discussione quel diritto. Le piazze, spiegano, sono luoghi di incontro, di amicizia, di crescita, “soprattutto i vostri luoghi”. Invito esplicito: “Venite a riempirle con la vostra presenza, la vostra energia e la vostra voglia di futuro”.
Una peculiarità dell’iniziativa è la fusione di due percorsi in un’unica mobilitazione. Le due realtà hanno deciso di unire le forze per dare maggiore incisività al messaggio, sottolineando che non si tratta di due manifestazioni separate ma di un momento comune di partecipazione. La speranza è che, insieme, la voce degli studenti e delle famiglie arrivi più forte.
L’iniziativa nasce in seguito ai gravi episodi di violenza registrati lo scorso fine settimana nell’area di piazza Vanvitelli, dove un padre è stato aggredito mentre tentava di difendere le figlie. Le portavoce insistono sul fatto che la sicurezza non debba tradursi in chiusure: “la sicurezza non è chiudersi in casa” e non può far rinunciare i ragazzi a vivere la città. Il messaggio è chiaro: la città deve restare luogo di incontro, relazione e crescita, e il diritto alla sicurezza è un dovere delle istituzioni.
All’appuntamento parteciperà anche Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che ha definito l’episodio di aggressione “inquietante” e ha invitato i cittadini a scendere in piazza per “lanciare un segnale forte e inequivocabile”. Secondo l’esponente, tra gli aggressori figurierebbero anche figli di poliziotti e professionisti, e ha criticato il silenzio delle famiglie coinvolte: “È ancora più grave che i genitori non si siano neanche scusati sin da subito per quanto commesso dai propri figli”.
Borrelli ha insistito nel non istituire etichette: “non vogliamo mettere etichette né pensare a generalizzazioni”, ma ha chiesto fermezza sulle responsabilità. L’esponente ha inoltre aggiunto che “certi figli della cosiddetta Napoli bene si dimostrano scaltri e meschini, colpendo proprio dove sanno o pensano di rimanere impuniti”. Il richiamo è chiaro: questa volta nessuno sconto né copertura per chi usa la violenza.
Sul fronte operativo, per garantire la cornice di sicurezza, il prefetto di Napoli ha disposto un posto fisso interforze sul luogo dell’aggressione, a distanza dall’appuntamento pubblico. L’iniziativa vuole restituire ai quartieri la possibilità di socializzare in modo libero e sereno, con la consapevolezza che la sicurezza è un diritto che riguarda tutti e tutte, senza distinzioni.
