Cronaca di Napoli
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Napoli: dispersioni energetiche rilevate nella scuola Casanova grazie a una termocamera usata dagli studenti

Napoli: dispersioni energetiche rilevate nella scuola Casanova grazie a una termocamera usata dagli studenti

Napoli, gli studenti dell’ISIS Alfonso Casanova hanno trasformato la loro scuola in un laboratorio di sostenibilità. L’iniziativa rientra nella prima edizione di Impronta Futura. Piccoli passi, grande impatto, un progetto educativo promosso da Fondazione Ambienta, Spaggiari e La Fabbrica Società Benefit che nel 2026-2027 torna a coinvolgere gli istituti secondari di secondo grado di tutto il Paese. L’obiettivo è misurare l’impatto ambientale dell’edificio, analizzare i dati raccolti e proporre soluzioni concrete per ridurre le emissioni e rendere gli edifici scolastici più efficienti.

Tra le esperienze di punta figurano quelle dell’ISIS Alfonso Casanova, dove gli studenti hanno avviato una ricostruzione digitale dell’edificio affiancata all’uso di una termocamera per mappare le dispersioni energetiche. L’indagine ha permesso di individuare criticità su cui progettare interventi di efficientamento, trasformando l’analisi dei consumi in un’attività pratica di studio e progettazione. Il lavoro rientra in un quadro più ampio che vede le scuole impegnate su tre assi: energia, rifiuti e mobilità, con l’obiettivo non solo di formare coscienze ma di tradurre i dati in proposte realizzabili, valutandone anche la fattibilità tecnica ed economica.

“Il progetto nasce con l’intento di promuovere, attraverso un percorso educativo, consapevolezza e partecipazione su temi ambientali cruciali del nostro tempo”, ha spiegato Nino Tronchetti Provera, presidente di Fondazione Ambienta. L’iniziativa, ha aggiunto, punta a diffondere tra le nuove generazioni comportamenti capaci di conciliare sviluppo industriale e cultura ambientale.

Energia e consumi degli edifici rappresentano uno degli assi prioritari: i dati della prima edizione indicano margini di miglioramento significativi. Circa il 90% delle emissioni rilevate nel campione analizzato è attribuibile ai consumi energetici degli edifici scolastici. Tra gli istituti che hanno fornito informazioni su immobili e impianti, circa il 70% utilizza ancora il metano come principale fonte di riscaldamento, mentre le pompe di calore si trovano in circa il 20% dei casi. Per quanto riguarda l’isolamento termico e gli infissi, il cappotto termico è presente in circa il 18% delle realtà rispondenti, mentre infissi ad alta efficienza si attestano attorno al 25%.

“Misurare significa prima di tutto conoscere. Impronta Futura porta gli studenti a lavorare sui dati reali, interpretarli e utilizzarli come punto di partenza per ideare soluzioni”, ha osservato Nicola de Cesare, amministratore delegato di Spaggiari. Secondo il CEO, questo approccio consente di integrare conoscenze, competenze e capacità progettuali, rendendo i ragazzi protagonisti del cambiamento.

Oltre all’energia, il progetto ha affrontato anche la mobilità sostenibile e il riuso dei materiali didattici. Nella prima edizione, gli studenti hanno analizzato gli spostamenti quotidiani e l’impatto dei materiali utilizzati nelle attività didattiche, proponendo azioni pratiche per ridurre la produzione di rifiuti e ottimizzare gli spostamenti casa-scuola in chiave ecologica. L’ambizione è offrire un modello replicabile che connetta dati, progettazione e azione concreta, favorendo un cambiamento tangibile nelle realtà scolastiche italiane.

La voce degli organizzatori è chiara: non si tratta solo di una mappatura, ma di una strategia educativa che mette i ragazzi al centro del processo decisionale. E Napoli si candida a diventare uno dei laboratori pilota in cui studenti, docenti e aziende partner collaborano per trasformare la sostenibilità in progetti immediatamente realizzabili, con ricadute concrete sul miglioramento delle condizioni ambientali degli edifici scolastici. L’auspicio è che l’esperienza dell’ISIS Alfonso Casanova possa ispirare altre realtà cittadine e regionali a cogliere la possibilità di misurare, analizzare e innovare, passo dopo passo.Una nuova stagione educativa dedicata alla sostenibilità sta prendendo forma in diverse scuole italiane, mettendo al centro l’osservazione dell’ambiente e l’azione concreta degli studenti. Il progetto Impronta Futura, giunto alla sua ripartenza per l’anno scolastico 2026-2027, offre a docenti e alunni un kit digitale, guide e contenuti multimediali pensati per accompagnare attività di rilevazione, analisi e proposte di intervento. L’obiettivo è trasformare la sostenibilità da tema teorico a attività di ricerca applicata, dove osservare l’ambiente, misurarlo e poi intervenire concretamente.

A Saronno, all’Istituto IPSIA Antonio Parma, è nato EcoMove, una proposta che collega mobilità e scuola in modo innovativo. L’applicazione integra il car pooling tra famiglie, permette il bike sharing scolastico e propone una dashboard che rende visibile la quantità di CO2 risparmiata. Nello stesso contesto, i ragazzi hanno avanzato l’idea di pavimenti piezoelettrici: camminando, l’energia impressa dai passi verrebbe convertita in energia elettrica. Un mix di soluzioni che guarda al territorio come laboratorio di pratica sostenibile.

In altre città, le idee hanno assunto forme diverse ma condividono l’obiettivo di rendere tangibile la sostenibilità. A Genova, l’Istituto Gastaldi-Abba ha avviato una cosiddetta “libreria del riuso”, destinata a mettere nuovamente in circolazione libri, quaderni e materiale didattico ancora utilizzabili. A Monza, il Collegio Bianconi ha proposto l’istituzione di un referente ambientale per ogni classe e iniziative mirate a ridurre i consumi di plastica e carta all’interno della vita scolastica. Ogni progetto, oltre a promuovere comportamenti più responsabili, si propone di creare una mappa delle risorse disponibili e delle criticità da correggere.

Il pacchetto formativo resta gratuito anche per il 2026-2027: Impronta Futura mette a disposizione delle scuole un kit digitale, con schede didattiche e contenuti multimediali, per accompagnare le attività di rilevazione e analisi. Il percorso consente di certificare 15 ore di formazione Scuola-Lavoro, che salgono a 30 ore per le classi che sviluppano anche un project work. Le proposte degli studenti hanno la possibilità di concorrere a un concorso nazionale entro l’11 maggio 2027, offrendo così una vetrina a idee innovative sul tema della sostenibilità.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare un modello didattico nel quale la sostenibilità non resta confinata ai libri di testo, ma si trasformi in attività di ricerca concreta: osservare l’ambiente, raccogliere dati, individuare criticità e progettare interventi. Per alcuni istituti, come Casanova, la prima tappa è stata la ricerca delle dispersioni energetiche all’interno della scuola; per le classi che entreranno nel programma, la sfida futura sarà trasformare le misurazioni in proposte sempre più articolate per ridurre l’impatto ambientale degli edifici scolastici.

Un pensiero significativo accompagna questi progetti: i numeri sull’uso dei mezzi di trasporto indicano che tram, metropolitana e treno hanno rappresentato circa il 35% dei chilometri percorsi per raggiungere gli istituti, contro il 30% attribuito all’automobile privata. Le auto elettriche e ibride plug-in hanno invece inciso per circa il 7%. Questi dati, confermati dall’andamento delle sperimentazioni, forniscono una traccia utile per valutare l’impatto delle scelte di mobilità sulle emissioni e sull’andamento dei progetti di sostenibilità nelle scuole.

In questo quadro, l’ecosistema scolastico diventa un laboratorio vivo: gli studenti osservano, misurano, discutono e progettano interventi concreti per rendere i loro ambienti di apprendimento più efficienti e meno impattanti sull’ambiente. Il percorso di Impronta Futura, con le sue iniziative diffuse tra diverse istituzioni, guarda al domani offrendo ai ragazzi strumenti reali per trasformare la teoria della sostenibilità in azione quotidiana, passo dopo passo.

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