Cronaca di Napoli
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Napoli: cinque donne denunciano una sensitiva che sostiene di parlare con i defunti, anche al Fisco

Napoli: cinque donne denunciano una sensitiva che sostiene di parlare con i defunti, anche al Fisco

Napoli è al centro di una nuova fase della vicenda legata a una presunta truffa online, questa volta anche sul fronte fiscale. Cinque donne hanno deciso di rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per chiedere verifiche sui flussi di denaro associati a una sedicente sensitiva attiva sui social, che sosteneva di parlare con i defunti durante dirette su TikTok e, secondo quanto riferito dalle denunciante, avrebbe ricevuto somme di denaro durante le trasmissioni. L’esposto mira a capire se le somme incassate siano gestite nel rispetto delle norme fiscali vigenti.

Nel frattempo prosegue l’azione giudiziaria: nei giorni scorsi il giudice per le indagini preliminari di Napoli ha respinto la tentata archiviazione avanzata dagli inquirenti, ordinando ulteriori accertamenti. Un segnale evidente che la procura intende chiarire i contorni della vicenda, ricostruire i rapporti tra le persone coinvolte e verificare quanto emerso dalle testimonianze delle presunte vittime.

L’esposto all’Agenzia delle Entrate si concentra in particolare sulle donazioni ricevute durante le dirette, sulla possibile conversione in denaro dei regali virtuali inviati dagli utenti e sulla gestione dei proventi fiscali correlati all’attività sui social. Le cinque donne chiedono che la segnalazione venga esaminata dagli uffici competenti per ricostruire eventuali movimenti economici legati all’iniziativa della sensitiva.

Un aspetto cruciale della vicenda riguarda l’identificazione della figura al centro delle trasmissioni e delle altre persone che avrebbero partecipato alla gestione delle dirette. Le difficoltà nell’individuare i presunti responsabili erano già una delle ragioni della richiesta di archiviazione avanzata in passato. Le denunciante sostengono però di aver messo a disposizione degli investigatori elementi utili, tra cui testimonianze, registrazioni e contenuti che lascerebbero intravedere la dinamica delle dirette e i ruoli degli eventuali moderatori.

Tra i punti di interesse emergono anche riferimenti al profilo professionale della donna descritta come psicologa. Dalle verifiche finora eseguite non risulterebbe alcuna iscrizione all’Ordine professionale, un elemento che sarà valutato nel corso degli accertamenti, distinguendo ciò che è documentato da quanto invece resta da chiarire.

La decisione del gip di Napoli di non archiviare è stata letta come un’apertura a un approfondimento più ampio: ora la magistratura dovrà chiarire chi si nascondesse dietro il profilo social, quali fossero le modalità operative delle dirette e se i guadagni contestati possano riguardare condotte illecite o irregolarità.

«Lo facciamo per ottenere giustizia», hanno dichiarato le cinque denunciante, aggiungendo: «ma anche per richiamare l’attenzione su chi potrebbe trovarsi in situazioni analoghe e continuare a donare denaro». Un messaggio chiaro che trascende la singola vicenda, ponendo l’accento su una possibile dinamica diffusa sui social.

Il duplice fronte investigativo resta, dunque, aperto: da una parte le verifiche della magistratura per stabilire responsabilità penali o elementi di irregolarità, dall’altra l’azione dell’amministrazione finanziaria per accertare la correttezza degli adempimenti fiscali e dei flussi economici legati alle dirette. In attesa di ulteriori sviluppi, la cautela rimane l’atteggiamento più appropriato: i contorni di quanto sia realmente accaduto, e chi possa aver tratto profitto illegittimo, sono ancora da chiarire.

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