Cronaca di Napoli
Cronaca

Campi Flegrei: Cgil critica il decreto sull’occupazione: allarme sfratti e caro affitti

Campi Flegrei: Cgil critica il decreto sull’occupazione: allarme sfratti e caro affitti

Bradisismo ai Campi Flegrei, la CGIL critica il decreto: “il lavoro è stato dimenticato” e chiede un pacchetto integrato di misure per occupazione, imprese e alloggi

La crisi sismica che interessa i Campi Flegrei va oltre la sicurezza degli edifici e l’emergenza immediata. A rischiare è anche l’economia e il tessuto sociale del territorio, dove oltre 6mila sfollati restano concentrati nel solo comune di Pozzuoli. È su questa cornice che la CGIL Napoli e Campania registra la necessità di una risposta più ampia, chiedendo al governo misure mirate che accompagnino la protezione civile con interventi di welfare e sviluppo.

In una nota inviata alla stampa, Raffaele Paudice, componente della segreteria regionale e metropolitana del sindacato che segue la questione del bradisismo, esprime dubbi sul contenuto del decreto dedicato al tema. “Ancora una volta il lavoro è stato completamente dimenticato”, denuncia, sottolineando che la valutazione del provvedimento rimane preliminare finché non sarà pubblicato il testo definitivo.

L’orizzonte proposto dal sindacato riguarda soprattutto il versante occupazionale. Secondo Paudice, le misure attuali non tengono conto delle esigenze concrete dei lavoratori dei comparti più esposti agli effetti dell’emergenza, come turismo e ristorazione, due settori particolarmente vulnerabili alle fluttuazioni determinate dall’impatto del bradisismo. La critica non è soltanto di principio: è un richiamo a strumenti che impediscano una desertificazione economica del territorio e garantiscano una continuità produttiva anche in zone soggette a periodiche vibrazioni del suolo.

Tra i segnali di fragilità indicati dal sindacato c’è anche la situazione del tessuto industriale locale, che appare destinato a indebolirsi se non vengono adottate politiche di sostegno mirate. Il riferimento simbolico è, tra gli altri, al centro Olivetti, che la CGIL vede come potenziale segno di una perdita di dimensione produttiva se non si interviene per mantenerne l’operatività. D’altro canto, Paudice riconosce che non mancano esempi di aziende capaci di restare operative grazie a protocolli di sicurezza antisismica e al coinvolgimento della rappresentanza sindacale: “alcune imprese hanno dimostrato che è possibile continuare a operare pur in un contesto difficile”, osserva.

La richiesta del sindacato va inoltre oltre il fronte economico. L’emergenza abitativa resta una ferita aperta: il ricorso a misure di sicurezza edilizia non basta, sostiene la CGIL, perché servono strumenti concreti per chi ha dovuto abbandonare casa e per chi vive nel contesto di alloggi popolari destinati a demolizione, come nel rione Solfatara. Una delle proposte centrali è il blocco totale degli sfratti per tutti gli abitanti coinvolti, senza eccezioni, comprese le procedure già avviate. Inoltre, l’aumento dei canoni di locazione nei comuni dell’area flegrea peggiora la situazione degli sfollati, rendendo sempre più difficile trovare una sistemazione alternativa.

La CGIL chiede quindi di affiancare agli interventi di protezione civile una strategia integrata che tuteli occupazione, imprese e prospettive di sviluppo, con particolare riguardo al mantenimento di posti di lavoro nel settore turistico e della somministrazione, e a una moratoria efficace degli sfratti che non penalizzi ulteriormente le famiglie già colpite dall’emergenza. In questa cornice, l’organizzazione sindacale invita le istituzioni a convocare un tavolo di confronto permanente per accompagnare l’intervento pubblico con misure economiche e sociali tangibili, capaci di rallentare la desertificazione del tessuto produttivo e di offrire una via di uscita alle famiglie in difficoltà.

Il quadro tracciato dalla CGIL è chiaro: non basta proteggere gli edifici e riordinare le priorità sanitarie e di sicurezza. Serve un piano articolato che tenga conto del lavoro, della casa e della stabilità economica delle comunità colpite dal bradisismo, in un’area geografica dove la ripresa dipende dall’equilibrio tra resilienza civile e resilienza economica. Il decreto è ancora in fase di definizione, ma la richiesta di un’integrazione tra protezione, occupazione e contesto abitativo resta centrale per evitare che l’emergenza si trasformi in una crisi strutturale permanente.CGIL Campania: emergenza bradisismo nei Campi Flegrei, serve ruolo centrale della Regione e misure concrete per evitare speculazioni e la desertificazione

La CGIL della Campania invoca una gestione più efficace dell’emergenza legata al bradisismo nei Campi Flegrei, chiedendo alla Regione di valutare l’ipotesi di affidare all’amministrazione regionale l’incarico di commissario di Governo. L’obiettivo è coordinare interventi sul territorio senza trasformare la crisi in terreno di accumulo di profitti a danno dei cittadini colpiti.

Paolo Paudice, esponente del sindacato, ha spiegato che la priorità non è solo la sicurezza degli edifici, ma anche la dimensione sociale ed economica della crisi. Secondo la CGIL, è fondamentale che la Regione disponga di risorse adeguate e di una cornice di lavoro che affronti in modo organico tutte le conseguenze della situazione, includendo la tutela dell’occupazione, la salvaguardia del sistema produttivo e il diritto alla casa.

In questa cornice, il sindacato sollecita l’apertura urgente di un tavolo di confronto con le organizzazioni regionali, per definire misure concrete a tutela dei lavoratori e della coesione sociale. L’idea è accompagnare la gestione dell’emergenza non solo con interventi di natura emergenziale, ma anche con strumenti utili a proteggere il tessuto economico locale e le famiglie coinvolte.

L’intervento pubblico, secondo Paudice, deve mirare a impedire che la crisi possa essere sfruttata per accelerare la desertificazione industriale e produttiva dell’area dei Campi Flegrei. Particolare attenzione va posta al rischio di fenomeni speculativi che danneggino cittadini, lavoratori e pensionati, minando la fiducia nel territorio e nelle istituzioni.

Il richiamo della CGIL si concentra anche su una responsabilità condivisa: costruire una risposta che tenga conto della casa, della redditività delle imprese e della riqualificazione del tessuto urbano, evitando di aggravare le diseguaglianze e di creare nuove opportunità di profitto a scapito di chi è già più esposto alle conseguenze della crisi. A fronte di tutto ciò, Paudice conclude sottolineando la necessità di un impegno reale della Regione Campania e di un dialogo continuo con le categorie sociali per trasformare l’emergenza in un’occasione di rilancio economico e sociale.

Aggiornamenti

Ultime notizie

Tutte le notizie →