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Napoli: arresti legati a una faida tra clan Gionta e IV Sistema; tra gli arrestati c’è un cantante neomelodico

Napoli: arresti legati a una faida tra clan Gionta e IV Sistema; tra gli arrestati c’è un cantante neomelodico

Torre Annunziata, operazione della Polizia smantella due fazioni criminali e registra una sequenza di episodi di violenza culminati in una maxi-rissa al centro commerciale Maximall. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato all’emissione di misure cautelari da parte del gip di Napoli Marco Discepolo, decapitando sia i vertici sia la giovane “nuova leva” delle fazioni Gionta e IV Sistema.

La miccia è scattata il 19 maggio 2025 nel centro commerciale Maximall, quando le squadre messe in campo dalle due cosche si sono incontrate in territorio “ormai conteso” per una questione di potere e influenza. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, la tensione è sfociata in una rissa violenta, davanti agli sguardi dei presenti e senza che le guardie giurate riuscissero a interrompere lo scontro. Si è arrivati a usare oggetti comuni come strumenti di aggressione: orologi da polso fungerebbero da tirapugni, tra saccheggi di espositori e vandalismi ai negozi del centro. Il refrattario spettacolo ha coinvolto anche un minorenne presente all’interno della struttura, vittima di un’aggressione che gli ha provocato contusioni.

La risposta della cosca storicamente egemone non si è fatta attendere. Nei giorni successivi, la dinamica del terrore si è spostata sul piano intimidatorio: un commerciante della zona, ritenuto vicino al gruppo avversario, è stato oggetto di un’aggressione che prevedeva una chiusura forzata dell’attività, con l’ordine esplicito di non riaprire. La serie di atti offensivi è stata registrata tra aprile e maggio e sembrerebbe legata a una logica di controllo del territorio, già sperimentata in passato.

Nel pomeriggio del 20 maggio 2025 si è verificata un’escalation più articolata: una stesa a colpi d’arma da fuoco, messa in atto da alcuni degli indagati a bordo di scooter per seminare panico tra i membri delle rispettive realtà rivali, in particolare nel rione Penniniello. La sequenza di minacce e violenza ha disegnato una mappa della violenza urbana che ribadisce quanto la faida tra le due organizzazioni sia profondamente radicata nel quartiere.

Tra i profili degli indagati emergono figure legate al mondo della musica neomelodica: Marco Scognamiglio, 25 anni, noto come Marco Marciano, cantautore del panorama locale, è stato messo agli arresti domiciliari. Secondo l’accusa, avrebbe partecipato attivamente ai raid contro la “corte” rivale, agendo in coordinamento con i rampolli della famiglia Gionta. Anche Ernesto Gionta, 22 anni, è stato tratto agli arresti domiciliari. In questa cornice figurano altri nomi destinati a sarebbero centrali nell’evoluzione dell’organizzazione criminale: Valentino Gionta, 35 anni, descritto negli atti come rampollo dell’omonimo clan e destinatario di una misura cautelare; al momento del blitz risulta indicato come ricercato e irreperibile. Nell’indagine emergono anche sette soggetti trattenuti in carcere: Valentino Gionta, 35 anni; Jonathan Falanga, 23; Salvatore Iovene, 23; Salvatore Malvone, 38; Vincenzo Di Salvatore, 35; Vincenzo Della Ragione, 33; Luigi Sperandeo, 34.

I fossi delle misure cautelari completano il quadro operativo: tra gli arrestati figurano coloro che, secondo l’autorità giudiziaria, hanno avuto ruoli chiave nelle dinamiche violente e nelle azioni punitive. La Dda ha sottolineato che l’azione odierna non è solo la risposta a una sequenza di episodi, ma il tentativo di interrompere una logica di conflitto tra due fazioni, con l’obiettivo di impedire ulteriori escalation e di restituire ordine al tessuto urbano interessato dall’onda di violenza.

L’indagine resta ancora aperta e in fase di sviluppo, con accertamenti in corso su responsabilità e moventi, oltre a una verifica puntuale sulle contiguità tra il mondo criminale e determinati contesti sociali della zona. L’autorità giudiziaria ha evidenziato l’esigenza di neutralizzare una dinamica che rischia di estendersi oltre i confini territoriali, con potenziali ripercussioni su attività commerciali, sicurezza pubblica e quotidianità dei residenti. La Procura continua a monitorare la situazione, per delineare nuove responsabilità e eventuali sviluppi delle misure adottate.

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