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Napoli al SaFF: Trudie Styler rafforza i legami con la città e rende omaggio al libro di Iossa

Napoli al SaFF: Trudie Styler rafforza i legami con la città e rende omaggio al libro di Iossa

Il Complesso Monumentale Donnaregina ha accolto la decima edizione del SaFF, il Social Action Film Festival di Napoli, trasformando l’ultimo giorno di proiezioni in un incontro tra regia, comunità e memoria della città. In primo piano c’è stata la presenza straordinaria di Trudie Styler, ospite d’onore, che ha presentato Posso entrare? An Ode to Naples, un documentario che esplora Napoli da una prospettiva intima e multiculturale.

Durante l’evento, il giornalista Michelangelo Iossa ha consegnato all’autrice una copia del libro Non siamo napoletani. I 100 non napoletani che hanno fatto grande Napoli (Edizioni MEA), corredato da una dedica nello spazio dedicato al ritratto dell’autrice. Il gesto ha formalizzato un momento di scambio tra libro, cinema e città, suggellando una sintonia tra l’opera di Styler e la matrice narrativa di Napoli.

«Sono felice e onorata di essere annoverata tra i non napoletani che hanno reso grande questa meravigliosa città, che ha letteralmente catturato la mia anima. Quando mi è stato proposto di realizzare un documentario, sono arrivata a Napoli come una ‘tela bianca’. Le persone hanno iniziato ad accogliermi come se fossi un ospite gradito e sono rimasta profondamente colpita da questa generosità. Voi a Napoli avete il senso di comunità più forte che io abbia mai sperimentato in qualsiasi parte del mondo. Sono felice di essere sulle pagine del libro di Michelangelo: ormai mi sento una napoletana a tutti gli effetti!» è la testimonianza letta durante la serata, offrendo una lettura diretta del legame tra l’autrice e la città.

Secondo Iossa, Styler ha affrontato la sfida del documentario valorizzando l’educazione come strumento fondante e lasciando spazio alle voci locali. Il risultato è un racconto che intreccia personalità note a volti della quotidianità, arricchito da una colonna sonora firmata Clementino. Nella cornice della regia, la macchina da presa diventa quasi un confessionale laico, capace di dare voce a figure come don Antonio Loffredo, l’attore Francesco Di Leva, lo scrittore Roberto Saviano e l’artista Jorit, senza trascurare le storie dei venditori di castagne e dei reduci delle Quattro Giornate.

Trudie Styler non è venuta, ha spiegato l’interprete de La città, per “spiegare Napoli” ma per leggerla con rispetto. E, per Iossa, la sua presenza va letta anche come un riconoscimento al ruolo delle personalità che hanno contribuito a rendere Napoli visibile e stimolante agli occhi del mondo.

La rassegna napoletana continua a confermarsi come terreno di confronto tra talenti internazionali e linguaggi locali, dove il racconto filmico incontra la vita quotidiana della città. La decima edizione del SaFF lascia così l’impressione di un festival capace di offrire al pubblico una lettura diversificata della Napoli contemporanea, attraverso l’occhio di chi arriva da fuori e si lascia accogliere dalla comunità.

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