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Avellino: anziana vittima di truffa, tre napoletani arrestati

Avellino: anziana vittima di truffa, tre napoletani arrestati

Pago del Vallo di Lauro (Avellino) – una truffa ai danni di un’anziana di oltre ottant’anni, orchestrata da tre uomini originari dell’area napoletana, ha portato all’emissione di misure cautelari su richiesta della Procura della Repubblica di Avellino. Secondo le investigazioni, la vittima è stata convinta a cedere gioielli e liquidità per un valore superiore ai 15 mila euro, grazie a una sapiente messinscena che ha combinato una finta figura di carabiniere e la simulazione di un familiare in difficoltà.

La dinamica del raggiro si è avviata con una telefonata in cui gli interlocutori si presentavano come un carabiniere e come il nipote della donna, coinvolto in una presunta situazione di pericolo. A rendere più credibile la storia sarebbe stata la voce attribuita al familiare, in grado di alimentare la paura dell’anziana e di spingerla all’urgenza di intervenire. Non è escluso che sia stata impiegata l’intelligenza artificiale per modulare la timbrica della voce e simulare un accento riconoscibile, anche se questa eventualità resta al vaglio degli investigatori.

A seguire, al momento della consegna, un altro individuo si sarebbe presentato alla porta spacciandosi per un militare in servizio. La vittima, convinta di dover aiutare il nipote e di trovarsi di fronte a una situazione urgente, ha consegnato gioielli e contanti per l’importo indicato. Solo successivamente ha compreso di essere stata ingannata e ha sporto denuncia alle forze dell’ordine.

Le indagini, affidate al commissariato di Lauro, hanno trovato un decisivo supporto nelle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio: gli investigatori hanno individuato l’auto a noleggio utilizzata per raggiungere l’abitazione della donna e, a partire da quel dettaglio, sono stati ricostruiti i movimenti dei tre uomini coinvolti. L’analisi degli elementi raccolti ha portato all’individuazione dei presunti responsabili, tutti residenti nella provincia di Napoli, tra Acerra e il quartiere Scampia. Due di loro hanno precedenti specifici per reati analoghi.

Resta da chiarire se sia stato effettivamente impiegato uno strumento di intelligenza artificiale per alterare la voce durante le telefonate o se si sia trattato di una imitazione particolarmente credibile. In ogni caso, la Procura ribadisce che la responsabilità degli indagati dovrà emergere nel corso del processo, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

L’inchiesta proseguirà per definire i ruoli precisi dei tre sospetti e per accertare eventuali ulteriori elaborazioni del piano criminoso. Nell’attesa, le misure cautelari restano un tassello chiave per avanzare nella ricostruzione di una vicenda che testimonia come truffe basate su identità fasulle continuino a trovare terreni fertili anche in contesti urbani della Campania.

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