Fausto Lamparelli è stato nominato questore di Napoli, un ritorno in una città dove ha già guidato la Squadra Mobile e dove ora affronterà una sfida di rilievo per l’ordine pubblico. Sposato e padre di un figlio, l’ufficiale arriva da Firenze, dove era giunto nel dicembre scorso, e riprende così la sua carriera nelle fila della Polizia di Stato in una città che conosce bene.
Il percorso professionale di Lamparelli è stato segnato da incarichi di grande rilievo a livello nazionale. Nel 2018 è entrato a far parte della Direzione Centrale Anticrimine, a Roma, assumendo la direzione del Servizio Polizia Scientifica. Un anno più tardi è stato nominato direttore del Servizio Centrale Operativo, con responsabilità di coordinamento su articolazioni centrali e periferiche impegnate nel contrasto alla criminalità mafiosa e ai reati di grave allarme sociale, oltre a collaborare con reparti investigativi di numerosi Paesi esteri per indagini transnazionali.
Il nuovo questore di Napoli subentra a Maurizio Agricola, dirigente generale di Pubblica Sicurezza, che è stato promosso prefetto dal Consiglio dei ministri. Agricola è stato collocato fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e incaricato come commissario straordinario del Governo per l’area del comune di Castel Volturno.
Con Lamparelli alle spalle una carriera che ha toccato varie città italiane, la direzione della Questura di Napoli rappresenta per lui un ritorno significativo alle origini della sua esperienza di controllo del territorio: in passato, infatti, ha già avuto modo di dirigere la Squadra Mobile in città e ha guidato reparti ora storici in contesti particolarmente delicati. Il profilo dell’ipotesi di staff che si aprirà a Napoli ospita, dunque, una figura che è abituata a un lavoro di coordinamento e di intervento operativo su minacce complesse, inside and outside the borders of Italy.
La nomina di Lamparelli arriva in un contesto in cui Napoli resta al centro dell’attenzione per la gestione della sicurezza urbana, ma anche per la necessità di una continuità di valori e di tattiche nella lotta contro la criminalità organizzata e i reati di grave allarme sociale. L’esperienza internazionale maturata nel corso della sua carriera, insieme alle competenze acquisite in ruoli centrali e periferici, potrebbe favorire una sinergia più immediata tra le diverse articolazioni della Polizia di Stato operanti sul territorio campano.
La scelta, non solo di staff ma anche di metodo, pare orientata a offrire a Napoli una figura capace di mantenere il dialogo tra le varie forze e di consolidare programmi di controllo del territorio, sia in chiave preventiva che di intervento operativo. Per la città, si apre così una fase in cui la gestione della sicurezza potrà fare affidamento su un dirigente con una lunga esperienza di coordinamento, sia a livello nazionale che locale, e con una conoscenza approfondita delle dinamiche che hanno caratterizzato la precedente esperienza in città.
