Caivano, morte sul lavoro: indagine su assunzione e gestione dei soccorsi
Napoli – Salvatore Calignano, 61 anni, è deceduto all’Ospedale del Mare dopo gravi traumi riportati in seguito a una caduta dall’alto sul cantiere di Caivano. L’inchiesta della Procura di Napoli Nord è in corso per chiarire dinamiche e responsabilità, tra dubbi sui soccorsi e su come sarebbe stato gestito l’intervento e l’iter di assunzione.
Secondo quanto emerso, l’episodio risale al primo pomeriggio di venerdì. Alle 13:00 la moglie ha ricevuto una telefonata in cui lui riferiva di trovarsi sul tetto di un capannone, sempre a Caivano, per posare una guaina isolante. Intorno alle 15:00 un’ambulanza del 118 è intervenuta in via Fossa del Lupo, zona isolata del comune, dove i soccorritori hanno trovato l’uomo in condizioni gravissime. Prima di perdere conoscenza, Calignano avrebbe detto ai medici di essersi fatto male cadendo da una scala. I Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania hanno poi verificato che, poche ore prima, l’uomo era stato avvistato sul tetto dell’impianto industriale, e hanno ipotizzato che l’incidente possa essere avvenuto all’interno del cantiere, con successivo spostamento dell’operaio su una strada secondaria per eludere eventuali controlli sul luogo di lavoro.
La vicenda contrattuale alimenta ulteriori dubbi. Le verifiche preliminari indicano che Calignano sarebbe stato assunto regolarmente a partire dal 1° ottobre, cioè il giorno prima della tragedia. La famiglia, però, ritiene anomala questa tempistica. In settembre l’uomo percepiva l’indennità di disoccupazione e avrebbe lavorato saltuariamente in nero, senza aver riferito all’improvvisa stipula di un nuovo contratto. L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, commenta: «La circostanza di un’assunzione perfezionata subito prima del tragico evento ci appare quanto meno strana. Nutriamo seri dubbi su questa regolarizzazione e spetterà alle indagini fare piena luce sulla vicenda».
Disperata per le condizioni della sua situazione, la moglie Carmela ha chiesto chiarezza e giustizia: «Se è vero che l’hanno abbandonato per strada voglio giustizia per mio marito, non meritava di essere trattato così», ha detto, spiegando di aver cresciuto due figlie insieme a Calignano.
La Procura di Napoli Nord ha aperto un fascicolo per fare luce sulle esatte dinamiche del decesso. È stato disposto l’esame autoptico della salma e il sequestro del telefono cellulare dell’uomo. Gli investigatori stanno incrociando i tabulati e conducendo accertamenti tecnici per identificare chi ha effettuato la chiamata al 118, passo fondamentale per ricostruire i minuti tra la caduta e l’arrivo dei soccorsi.
In questa fase l’inchiesta punta a chiarire se l’intera vicenda sia riconducibile a una gestione del cantiere e a pratiche lavorative irregolari, oppure se si tratti di un tragico incidente legato al cantiere stesso. Le verifiche proseguiranno per delineare con maggiore precisione responsabilità e responsabilità eventuali, senza anticipare conclusioni ufficiali.
