Napoli, Pianura. All’alba di stamane un uomo è rimasto vittima di una sparatoria che ha scosso il quartiere: Moreno Capcha, 59 anni, residente con la famiglia in città e lavoratore incensurato, è stato colpito al volto da un proiettile vagante mentre camminava lungo via Arnaldi per andare al lavoro. Ricoverato al Cardarelli in condizioni che i medici valutano come serie, l’operaio potrebbe perdere la vista: l’intervento è stato effettuato d’urgenza per rimuovere il proiettile, esploso, presumibilmente, da un revolver di piccolo calibro. I medici dovranno pronunciarsi sull’esito del recupero visivo dopo un periodo di osservazione.
La dinamica immediata descritta dalla vittima ai poliziotti della Squadra Mobile e al Commissariato di Pianura è stata di un impatto improvviso: “Ero uscito da poco di casa. All’improvviso ho avvertito un forte dolore alla testa e all’occhio, che bruciava e non riuscivo ad aprire. Con l’altro occhio ho visto uno scooter con due persone a bordo che si allontanava a tutta velocità. Lì ho capito. Un passante si è fermato a prestarmi soccorso e ha chiamato il 118”. Le dichiarazioni, al momento, restano al centro dell’indagine: da un lato la versione della vittima, dall’altro gli accertamenti in corso per chiarire la provenienza del colpo.
Secondo i primi rilievi degli investigatori, non sono stati ritrovati bossoli sul luogo dell’agguato, e le valutazioni medico-legali hanno rafforzato l’ipotesi di un revolver utilizzato nel tentativo di ferire lo sconosciuto passante. Le piste più probabili, spiegano gli inquirenti, escludono immediatamente un regolamento di conti mirato o un errore di persona, suggerendo invece che si tratti di un colpo vagante, esploso durante una cosiddetta “stesa” che avrebbe coinvolto pattugliamenti notturni di favore agli ambienti criminali senza un bersaglio specifico.
L’episodio di questa notte si inserisce in una sequenza di quattro raid notturni che hanno agitato Pianura nell’ultima settimana: prima via José Maria Escrivà, con spari tra una scuola e la vicina chiesa di San Lorenzo, poi sempre sulla stessa via con colpi sparati da due armi diverse e apertosi un varco tra cancelli e cortili condominiali; ancora a Vicinale Sant’Aniello, dove sono stati esplosi una decina di proiettili calibro 7,65 nei pressi di una palazzina, e infine, questa mattina, via Arnaldi con una sparatoria in corsa che ha
ferito l’ignaro passante. Molti dei luoghi colpiti risultano privi di impianti di videosorveglianza, una lacuna che complica il lavoro di identificazione degli autori.
Gli accertamenti puntano a delineare una mappa criminale dell’area: si parla di una faida tra gruppi giovanili che si contendono le piazze di spaccio di Pianura. Da una parte emergerebbe una paranza di giovani in ascesa; dall’altra il gruppo legato al clan Marsicano, al momento in apparentissima alleanza con i Santagata. Una terza corrente, più defilata, sarebbe quella dei Carillo-Perfetto. L’indagine, secondo gli inquirenti, sarebbe anche un’eco delle dinamiche ereditate dalle cosche storiche della zona, tra cui Marfella, Lago, Pesce e Mele. Il timore è che questa ondata di violenze possa riaccendere una delle faide più lunghe e sanguinose della camorra napoletana, una faida che ha scritto pagine nefaste nella storia criminale di Napoli, seconda solo a quella di San Giovanni a Teduccio.
In attesa di ulteriori sviluppi, le autorità sottolineano la necessità di potenziare i controlli e di intensificare la prevenzione, soprattutto nei quartieri privi di sistemi di videosorveglianza che, al momento, lasciano meno tracce agli investigatori. L’intera comunità resta in attesa di risposte, mentre gli inquirenti continuano a ricostruire la dinamica degli episodi notturni e a verificare i collegamenti tra i vari colpi sparati negli ultimi giorni.
La dinamica resta al vaglio degli investigatori. L’obiettivo è identificare i responsabili e comprendere se l’escalation possa evolversi ulteriormente, mettendo a rischio la sicurezza di residenti e commercianti. Nel frattempo, Moreno Capcha prosegue il suo percorso di riabilitazione e la città, pur guardando avanti, resta in allerta di fronte a una stagione di violenza che potrebbe avere ripercussioni su tutto il territorio di Pianura.
