Una nuova inchiesta della magistratura punta a fare luce sulla morte di Greta Astarita, 33 anni, incinta di sette mesi, e della neonata che portava in grembo, avvenuta all’interno dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. L’indagine, affidata dalla Procura di Torre Annunziata agli uomini del commissariato stabiese, arriva in un contesto già segnato da una tornata di arresti che hanno scosso la ginecologia dell’istituto.
La vicenda si lega a un precedente terremoto giudiziario emerso tre giorni prima, quando era finita al centro di un’indagine l’ex primario di ginecologia, Eutelia Esposito, coinvolta nel decesso di un neonato verificatosi due anni fa nella stessa sala parto. Una cornice di inchieste che alimenta l’esigenza di chiarezza e trasparenza sul percorso assistenziale all’interno della struttura.
La cronaca dei fatti prende avvio in una serata di venerdì. Greta, in ostetricia al settimo mese di gravidanza, è colta da dolori nella zona inguinale accompagnati da un edema agli arti inferiori. I familiari la conducono al pronto soccorso del San Leonardo, dove viene indirizzata al reparto di ginecologia per gli accertamenti di routine. Secondo una ricostruzione iniziale, i medici di turno avrebbero eseguito i controlli necessari e, poco dopo, deciso per la dimissione.
La notte prosegue e, dopo poche ore, la situazione evolve repentinamente: Greta lamenta un cedimento improvviso, perde conoscenza e la casa diventa teatro di una disperazione immediata. L’arrivo dell’ambulanza riporta la paziente al pronto soccorso del San Leonardo, dove i sanitari avviano una rianimazione, ma la prognosi resta gravissima: la perdita della neonata è stata confermata durante le manovre di supporto. Poco tempo dopo, Greta si spegne nonostante il trasferimento in terapia intensiva.
La famiglia resta nello stato di lutto e reclama risposte, in un contesto in cui istituzioni locali e regionali hanno espresso solidarietà e volontà di fare chiarezza. Il sindaco di Piano di Sorrento, Salvatore Cappiello, ha commentato: «Ci sono notizie che non vorremmo mai ricevere e che lasciano la nostra comunità smarrita, con tanti perché. La tragica e improvvisa scomparsa della nostra giovane concittadina e della creatura che portava in grembo è un dolore immenso che spezza il cuore di tutti noi. Tutta la comunità si unisce in un silenzio di rispetto e in una preghiera corale».
A prendere posizione su necessità di trasparenza sono anche esponenti politici. Il deputato Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale Carlo Ceraparano hanno chiesto «che la direzione dell’ospedale San Leonardo e i vertici della ASL Napoli 3 Sud avviino immediatamente un’indagine interna rigorosa e trasparente per verificare tutto quanto accaduto. La famiglia e i cittadini hanno il diritto indiscutibile alla verità».
Gli inquirenti hanno annunciato che l’indagine, condotta dalla Procura di Torre Annunziata con la partecipazione del personale del commissariato di Castellammare, è ancora in fase operativa: le verifiche riguardano l’eventuale decesso della neonata in utero e la gestione clinica della paziente, senza anticipare scenari o responsabilità. In questo momento non sono stati rivelati elementi conclusivi e resta centrale la prudenza sulle responsabilità, come dicono le regole deontologiche vigenti.
La magistratura resta al lavoro per chiarire cosa sia accaduto in quei momenti cruciali, valutando ogni possibile dettaglio sanitario, logistico e organizzativo della degenza. L’obiettivo è offrire risposte ai familiari, ma anche fornire al sistema sanitario una lettura obiettiva di eventuali criticità gestionali, affinché simili tragedie non si ripetano.
Nel frattempo, una comunità che vive di prossimità e di memoria resta in attesa di un esito che possa restituire fiducia nel camice bianco e nella capacità di assistere mamme e neonati con la massima attenzione. Gli accertamenti proseguiranno, senza fretta ma senza indugio, per stabilire cause e responsabilità nel rigoroso ambito delle indagini.Greta, morte dopo dimissione dall’ospedale di Stabia: l’inchiesta guarda a triage, tempi di assistenza e catena dei soccorsi
Plan di Sorrento – Greta, giovane mamma, è deceduta poco dopo essere stata dimessa dall’ospedale di Castellammare di Stabia. L’inchiesta giudiziaria in corso punta a capire se, nel percorso di cura, siano stati rispettati i protocolli e se sia stata garantita la tempestività necessaria per fronteggiare un quadro clinico che potrebbe aver evoluto rapidamente.
Gli investigatori hanno individuato tre ambiti chiave su cui concentrare l’attenzione. Il primo riguarda l’esito del primo accesso: è stato eseguito un triage adeguato e la diagnosi iniziale è apparsa corretta alla luce dei sintomi descritti dalla paziente? Il secondo punto riguarda i tempi e le modalità dell’assistenza: cosa è accaduto nelle ore tra la dimissione e il successivo malore fatale a domicilio, e quali informazioni sono emerse dalla cartella clinica? Infine, la magistratura esamina la gestione della crisi al rientro in condizioni già compromesse: sono state attivate tempestivamente tutte le manovre rianimatorie ritenute opportune data la gravità del quadro clinico?
A Piano di Sorrento la comunità reagisce con incredulità. Un marito e un figlio di pochi anni restano soli, in attesa di risposte riportate dall’autopsia e dall’esito dell’inchiesta giudiziaria. La famiglia spera che le verifiche possano dare nome e volto alle responsabilità di una vicenda che ha colpito duramente una famiglia e acceso nuove domande sull’organizzazione delle cure nell’ospedale della zona.
Nel nosocomio stabiese la vicenda finisce per riaccendere l’attenzione sull’efficienza del reparto di ginecologia e sulla rapidità di intervento ai momenti di crisi. La Procura ha avviato verifiche per accertare eventuali responsabilità e definire con maggiore precisione i tempi di intervento, senza anticipare alcuna ipotesi di colpa.
L’autopsia è attesa come passaggio fondamentale per chiarire le cause del decesso, mentre le indagini proseguono per ricostruire l’intero iter di cura della paziente. In attesa dei referti, la comunità resta in ascolto delle nuove informazioni ufficiali, consapevole che solo l’esito degli accertamenti potrà offrire una lettura definitiva su quanto accaduto e su quali passi possano essere messi in campo per evitare che simili tragedie si ripetano.
