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Caduta da capannone a Caivano: operaio muore, il Consiglio regionale entra nel procedimento come parte civile

Caduta da capannone a Caivano: operaio muore, il Consiglio regionale entra nel procedimento come parte civile

Caivano, sicurezza sul lavoro al centro: la famiglia di Salvatore Calignano incontra la IV Commissione regionale e spinge per chiarimenti e azioni concrete

Proseguono a Napoli gli sforzi per fare luce sulla morte di Salvatore Calignano, operaio di 61 anni che ha perso la vita il 3 ottobre dopo una caduta da un capannone a Caivano, in provincia di Napoli. Oggi, negli uffici del Consiglio regionale al Centro Direzionale, la famiglia ha incontrato la presidente della IV Commissione speciale, Assunta Panico, per fare il punto su quanto accaduto e le prossime tappe giudiziarie.

All’incontro hanno preso parte la moglie e la figlia della vittima, assistite dai legali Francesco Petruzzi e Giovanni Rea, insieme al consigliere regionale Carlo Ceparano. Al termine del confronto è stata ribadita la volontà di costituirsi parte civile nel futuro processo, come strumento per valorizzare la memoria di Calignano e ottenere chiarimenti su quanto accaduto.

Tra le linee tracciate dai partecipanti figurano azioni mirate a fare piena luce sulle circostanze della tragedia e a verificare eventuali responsabilità. In particolare Panico ha annunciato l’avvio di interpelli rivolti a INAIL e all’Ispettorato del Lavoro, con l’obiettivo di conoscere la posizione ufficiale dei due enti rispetto all’incidente e agli accertamenti in corso.

Un altro fronte emerso riguarda la questione della registrazione del contratto di lavoro dell’operaio. Secondo le informazioni emerse dalle indagini, la formalizzazione del rapporto sarebbe avvenuta dopo l’incidente. La normativa permette che tale adempimento possa essere effettuato anche entro un mese dall’inizio dell’attività; resta da chiarire, però, quale fosse la posizione lavorativa di Calignano al momento della caduta e come sia stato registrato l’atto nel sistema delle pratiche occupazionali.

La vicenda richiama l’attenzione sull’impegno della Regione Campania in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro e sull’esigenza di definire con precisione tutti gli elementi utili a chiarire eventuali responsabilità. La famiglia aspetta risposte concrete, mentre l’assemblea regionale proseguirà nelle verifiche e nelle interlocuzioni con gli enti competenti per definire il quadro degli adempimenti e delle responsabilità future.

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