Cronaca di Napoli
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Attacco dell’avvocato ai periti: Francesca Tucci tra consulenze PM e nuove verifiche

Francesca Tucci, 24 anni, muore dopo un intervento al Cardarelli. In coda alle indagini, l'avvocato della difesa accusa le consulenze pm e annuncia un possibile nuovo accertamento.

Attacco dell’avvocato ai periti: Francesca Tucci tra consulenze PM e nuove verifiche

Francesca Tucci, 24 anni, morta in terapia intensiva dopo un intervento al Cardarelli, resta al centro di una contesa che ruota intorno alle consulenze affidate dalla Procura nell’ambito delle indagini sul decesso. La vicenda mette a confronto chi chiede massima trasparenza e chi difende l’operato degli specialisti incaricati.

L’avvocato Gabriele Di Criscio, legale del chirurgo Felice Pirozzi, interviene con una forte contestazione: «Su consulenti pm affermazioni surreali». La nota arriva nel momento in cui la famiglia Tucci e gli inquirenti lavorano sui fascicoli depositati dai consulenti nominati dalla Procura per chiarire cosa sia successo in quei giorni in cui la giovane ha perso la vita.

La difesa richiama l’attenzione sul fatto che i cambi di valutazione riguardo ai periti non sarebbero casuali e che le conclusioni divergenti hanno portato a una richiesta di affinare l’accertamento, affidandolo a un collegio diverso. Una scelta tecnica che, secondo la parte offesa, assume rilievo simbolico quanto operativo: chi ha visto una giovane vita spegnersi attende risposte fondate su perizie sempre più distinte.

Napoli, città abituata a discutere di interventi sanitari, mobilità e ambiente, osserva da vicino la situazione del Cardarelli. Il dibattito non riguarda solo un singolo caso: è diventato terreno di confronto sul tema della trasparenza, della responsabilità e dei tempi della giustizia. Il nosocomio resta al centro della scena non soltanto come luogo di cura ma anche come epicentro di una questione pubblica che interroga le istituzioni.

La possibilità di affidare l’esame a un nuovo collegio di periti indica una scelta tecnico-giuridica che però ha un peso non solo procedurale. In città, tra dibattiti civici e responsabilità pubbliche, la domanda, più che su chi abbia ragione, riguarda l’esatta lettura di una catena di perizie che deve rimanere fredda e precisa.

Francesca Tucci, la sua famiglia e le parti coinvolte chiedono chiarezza senza spettacolarizzare il dolore. Il rispetto della vittima e della dignità dei minori resta la bussola di una cronaca locale che continua a operare con prudenza, verifiche e equilibrio, senza voler anticipare conclusioni definitive.

Nel frattempo, la comunità risponde con una domanda aperta su come gestire e valutare le evidenze: la trasparenza delle consulenze e la fiducia nei confronti delle istituzioni sanitarie e giudiziarie restano al centro della discussione cittadina, con l’obiettivo di restare fedeli ai fatti e alle procedure. L’esito degli accertamenti, pur restando incerto, è destinato a tracciare un percorso che Napoli osserverà con attenzione nei prossimi giorni.

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