Napoli, occupazione al liceo Alberti: studenti chiedono manutenzione, sicurezza e investimenti per una scuola davvero integrata nel territorio.
Il 14 ottobre 2026 i carabinieri hanno fermato un tentativo di occupare il Liceo Alberti in via Pigna. Durante l’intervento sono stati sequestrati oggetti tra cui una catena, maschere di V per Vendetta e uno striscione “Alberti Occupato – No C.P.R. – Kaos”.
Il 16 ottobre 2026 Repubblica Napoli riferisce che l’occupazione si è estesa ad altri istituti e che Alberti è tra quelli occupati; le occupazioni proseguiranno presumibilmente fino a fine mese. L’azione è parte di una mobilitazione studentesca contro decreto-scuola, caro vita e questioni di sicurezza e welfare, coinvolgendo gruppi come Kaos.
La protesta nasce dall’insieme di ritardi infrastrutturali e di un clima di malcontento che coinvolge studenti, famiglie e personale docente. Il dibattito che ne è scaturito punta a un patto scuola-territorio capace di assicurare continuità educativa e tutela degli studenti. Non si tratta soltanto di custodire gli edifici: serve una strategia che comprenda welfare, ascolto attivo della comunità e investimenti mirati su infrastrutture e servizi.
Tra le proposte emerse, interventi tangibili quali manutenzione delle aule e degli spazi comuni, percorsi di accesso sicuri agli istituti, strumenti di ascolto e orientamento per studenti e famiglie, e un rafforzamento dei servizi di trasporto pubblico locale per coprire anche gli orari extra-scolastici. In sostanza, una cornice che metta lo studente al centro e colleghi scuola e territorio in una logica di coesione.
Se Napoli non attiva una risposta coordinata alle istanze emerse, il rischio è che le occupazioni diventino una prassi permanente, segnando una generazione che ha già vissuto momenti di frustrazione legati al disagio scolastico. Il tema resta aperto: servono decisioni concrete e tempi certi per restituire fiducia a studenti e famiglie e per restituire alle aule il ruolo di luoghi di crescita e sicurezza.
