Cronaca di Napoli
Cronaca

A Roma la protesta sui Campi Flegrei: documento degli sfollati consegnato al Governo, decreto atteso entro dieci giorni

A Roma la protesta sui Campi Flegrei: documento degli sfollati consegnato al Governo, decreto atteso entro dieci giorni

Roma accoglie la protesta dei Campi Flegrei: oltre 700 persone tra cittadini, sfollati e amministratori locali hanno attraversato la capitale in corteo, da Colosseo a Piazza Santi Apostoli, per chiedere al Governo azioni concrete. L’urgenza è trasformare promesse in misure effettive, con un nuovo decreto dedicato all’area atteso entro dieci giorni.

Tra i protagonisti della giornata c’è Antonio Pollice, cittadino di Pozzuoli evacuato a causa del bradisismo, che ha fatto parte di una delegazione ricevuta dal Capo di Gabinetto del ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci. Pollice ha consegnato un documento con richieste e proposte elaborate dal territorio, chiedendo che vengano recepite nel prossimo provvedimento governativo.

La mobilitazione è partita da Pozzuoli e Bacoli, con tredici autobus che hanno portato cittadini, sfollati e rappresentanti dei comitati nella capitale. Il corteo promosso dalla rete Campi Flegrei – Uniti nella lotta si è snodato dal Colosseo fino a piazza Santi Apostoli: un messaggio chiaro, spiegano gli organizzatori, contro la sola risposta emergenziale e per una strategia di lungo periodo che affronti l’emergenza bradisismica, le criticità abitative e infrastrutturali e la gestione quotidiana degli sfollati.

Nel documento consegnato alla Presidenza del Consiglio sono elencate le priorità: sostegno agli sfollati, messa in sicurezza delle abitazioni e degli edifici pubblici, interventi su scuole e costoni, potenziamento delle risorse per il personale impegnato nella gestione dell’emergenza e garanzie contro eventuali delocalizzazioni forzate. L’obiettivo è far confluire nel nuovo decreto anche il lavoro svolto dal tavolo tecnico coordinato dalla Prefettura di Napoli, che nei mesi scorsi ha elaborato proposte per attenuare le conseguenze del bradisismo.

“Siamo qui a Roma non solo per il senso di responsabilità dimostrato in questi anni, ma soprattutto per dire che siamo pronti a costruire. Ma abbiamo bisogno di risorse”, ha dichiarato Luigi Manzoni, sindaco di Pozzuoli. In corteo hanno partecipato anche i sindaci di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione; Quarto, Antonio Sabino; e Monte di Procida, Salvatore Scotto di Santolo. Per Manzoni, il problema dei Campi Flegrei non è solo locale: “Il problema dei Campi Flegrei è nazionale”, ha sottolineato, richiamando una risposta dello Stato proporzionata all’emergenza.

Il sindaco di Bacoli ha insistito sui contenuti: “Nel nuovo decreto devono essere inseriti anzitutto i fondi e devono essere accolti gli emendamenti che abbiamo elaborato quest’estate, al termine di un lavoro impegnativo svolto in Prefettura alla presenza dei ministri.” E ha aggiunto: “Dal Governo non vogliamo soltanto un decreto, ora vogliamo i contenuti.” La giornata è proseguita con una lunga interlocuzione istituzionale: inizialmente una delegazione di quattro sindaci e due rappresentanti dei comitati è stata ricevuta in Prefettura, seguito da incontri a Palazzo Chigi.

La cornice è quella di una zona che vive da tempo l’incertezza del bradisismo e che, dopo le scosse di luglio, richiede una cornice operativa stabile. La situazione resta monitorata, con l’impegno delle autorità a trasformare le discussioni in misure concrete. Per ora, l’indicazione rimane chiara: un decreto che contenga fondi, piani strutturali e garanzie per la popolazione non può restare solo una promessa.Decreto entro dieci giorni: l’impegno del Governo sui Campi Flegrei dopo la giornata di protesta a Roma

Una giornata di pressione civile e mediazioni tra i residenti di Pozzuoli e le istituzioni si è chiusa con una promessa chiara da parte del Governo: entro dieci giorni sarà definito un decreto che guardi oltre la gestione emergenziale e indichi risorse e interventi per affrontare gli effetti del bradisismo nel medio e lungo periodo. È questa la sintesi dell’esito dell’incontro tra una delegazione dei Campi Flegrei e il capo di Gabinetto del ministro della Protezione Civile, a Palazzo Chigi.

Dopo ore di assemblee e silenziosi sgomberi di piazza, una seconda delegazione è arrivata alla sede della Presidenza del Consiglio per consegnare al responsabile dell’agenda di governo un documento contenente le richieste provenienti dal territorio. A trasportarlo è stato Antonio Pollice, cittadino di Pozzuoli sfollato a causa dell’emergenza e accompagnato dal proprio caregiver. Una figura simbolo della condizione vissuta da chi è stato costretto a lasciare la propria casa: la disabilità non ferma l’impegno civico, ma racconta una realtà quotidiana segnata dall’incertezza.

«Mi è stato assicurato che in 10 giorni si farà il decreto», ha confidato Pollice al termine dell’incontro, fissando una tempistica che sposta l’attenzione dalle strade di Roma alle stanze del Governo. La speranza è che il provvedimento non si limiti a gestire l’emergenza immediata, ma contenga misure strutturali capaci di mitigare le conseguenze del bradisismo sul tessuto territoriale dei Campi Flegrei, dalle infrastrutture al supporto alle popolazioni sfollate, fino al monitoraggio a lungo raggio.

La protesta, nata dall’esigenza di un confronto diretto con le istituzioni centrali, è stata quindi accompagnata da una negoziazione che ha visto la presenza di diverse delegazioni provenienti dalla zona flegrea. Dopo l’incontro, i manifestanti hanno lasciato Roma per tornare nei propri comuni e prepararsi a un nuovo ciclo di confronto pubblico, non appena il decreto sarà annunciato o reso noto.

Il contenuto del documento consegnato resta al centro delle aspettative: il territorio non chiede solo una risposta immediata all’emergenza, ma una cornice di interventi e risorse che possa contenerne le conseguenze sul lungo periodo. L’esito dell’incontro lascia aperta la finestra di discussione, ma la sentenza politica appare chiara: serve una pianificazione che vada oltre la gestione dell’emergenza, consolidando strumenti di protezione civile, installando monitoraggi mirati e prevedendo piani di intervento capaci di dare certezze ai cittadini colpiti dal bradisismo.

L’eco della giornata di protesta, dunque, non si spegne a Porta Romana: ora resta da verificare il contenuto del provvedimento e di quali risorse potrà disporre lo Stato per accompagnare i Campi Flegrei nel periodo di crisi e di ripresa. Il territorio aspetta, ma intanto il tempo del decreto è stato fissato: dieci giorni.

Aggiornamenti

Ultime notizie

Tutte le notizie →