Castello di Cisterna/Scisciano – All’alba di oggi i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di due soggetti ritenuti figure chiave della rete logistica della cosca Luongo-Covone-Aloia. L’ordinanza è stata emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, in accordo con la Procura Distrettuale.
L’indagine, sviluppata dalla DDA con il supporto delle attività investigative dell’Arma, prende le mosse dall’omicidio di Ottavio Colalongo, avvenuto a Scisciano lo scorso dicembre. Secondo quanto emerso dalle verifiche, i due arrestati avrebbero messo subito a disposizione di uno degli esecutori del delitto una rete di protezione e di copertura, con l’obiettivo di farlo scomparire agli occhi delle forze dell’ordine e di evitare che fosse eseguita un’ulteriore misura restrittiva già pendente a suo carico per condanne pregresse.
Le accuse contestate agli indagati sono favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena, entrambe aggravate dall’articolo 416-bis.1 del codice penale, ossia l’agevolazione dell’operatività del gruppo criminale. Nel mirino delle investigazioni rientra anche la gestione di covi e l’assistenza logistica e informatica fornita al fuggitivo, elementi ritenuti parte di un mandato operativo della cosca per salvaguardare i suoi esponenti di vertice.
L’operazione rientra in una cornice più ampia di impegno delle procure antimafia contro le reti criminali dell’area nolana e dei comuni limitrofi. Le autorità sottolineano che la misura adottata si inserisce nelle fasi ancora preliminari dell’indagine e che gli arrestati sono considerati presunti innocenti fino a eventuale pronuncia definitiva di sentenza. Le indagini proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e eventuali complici all’interno della cosca.
Questa nuova tranche investigativa evidenzia come, a pochi mesi dall’episodio omicidiario, le forze dell’ordine continuino a scavare nel sistema di protezione che sostiene le attività illecite sul territorio. L’attenzione resta alta sui rapporti tra logistica interna alle famiglie criminali e le procedure di allontanamento degli assetti più esposti a rischi di risoluzione forzata da parte della magistratura.
Nel contesto regionale, l’esito delle procedure in corso potrebbe avere implicazioni su ulteriori sviluppi delle indagini nelle zone circostanti Scisciano e Castello di Cisterna, dove l’azione delle forze dell’ordine resta impegnata nel contrasto alle dinamiche camorristiche e nella ricostruzione delle reti di supporto agli esecutori di atti violenti.
