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Morte dopo tre interventi estetici: condanna richiesta per tre medici

Morte dopo tre interventi estetici: condanna richiesta per tre medici

Processo sulla morte di Vanessa Cella: richieste di condanna per tre professionisti della clinica di Torre Annunziata, attesa la verdetto il 2 ottobre

A Torre Annunziata è al culmine un processo che ruota attorno alla morte di Vanessa Cella, 37 anni, deceduta nel 2022 dopo una lunga seduta di chirurgia estetica. In aula, la pubblica accusa ha chiesto condanne per tre professionisti: tre anni e sei mesi per l’anestesista, tre anni per il chirurgo operatore e due anni e sei mesi per il direttore sanitario della Casa di cura Santa Maria la Bruna di Torre del Greco. La sentenza è attesa venerdì 2 ottobre.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la paziente, separata e madre di un ragazzo di 17 anni, avrebbe accettato di sottoporsi contemporaneamente a tre interventi: rinoplastica, liposuzione e mastoplastica. Tutta l’operazione si sarebbe svolta in un unico blocco operatorio, costringendo Vanessa a rimanere sotto anestesia per circa sei-sette ore, tra intervento e post-operatorio. Dalle ricostruzioni emerse, alla fine la donna non si è più risvegliata.

La Procura ha puntato l’attenzione non solo sulla quantità di anestetico utilizzato, ma anche sulla gestione delle emergenze all’interno della struttura. In requisitoria la PM ha usato una frase severa per descrivere l’operato dell’equipe: “le prevedibili ed evitabili complicanze che possono accadere in ogni intervento chirurgico non furono affrontate per la sciatteria degli operatori sanitari”.

Tra gli episodi revisiti dal pubblico ministero figura anche il drammatico intervento di soccorso: un medico estraneo all’intervento, residente nei pressi della clinica, è intervenuto in extremis su segnalazione del personale infermieristico di turno.

La fase dibattimentale, avviata il 9 settembre 2023, ha attraversato venti udienze dense di contenuti tecnici. Sono stati ascoltati quindici testimoni e sono state valutate le relazioni di altrettanti consulenti tecnici nominati dalle parti per ricostruire la catena causale del decesso e verificare eventuali violazioni dei protocolli.

La questione è finita al centro delle costituzioni di parte civile: l’avvocato della famiglia, Enrico Ricciuto, ha ricordato che, quando Vanessa fu prelevata dalla clinica per essere trasferita all’Ospedale del Mare, era già priva di vita, come hanno attestato anche gli operatori del 118. “Vanessa era già senza vita” ha ribadito il legale.

Ora, con l’udienza fissata per il 2 ottobre, i giudici monocratici saranno chiamati a pronunciarsi sul futuro della causa: si valuterà se sussistano responsabilità penali tra i professionisti chiamati in causa per la tragedia che ha colpito una famiglia della Campania. In attesa della sentenza, restano confermate la posizione dell’accusa e l’impianto dibattimentale che ha visto oltre 15 consulenze tecniche e numerose testimonianze, tutte funzionali a definire se vi siano state lacune gravi nelle procedure e nelle emergenze post-operatorie.

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