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Faida nel Bronx: il racconto del pentito svela l’ascesa di Roberto Maugeri a Caivano

Faida nel Bronx: il racconto del pentito svela l’ascesa di Roberto Maugeri a Caivano

**Caivano: nel Bronx la guerra tra clan e la testimonianza di un pentito**

Le vie di Caivano, in particolare il rione Bronx, si trovano al centro di uno scontro tra clan che sembra inarrestabile. La vicenda è emersa grazie alle rivelazioni di Domenico Bervicato, un collaboratore di giustizia che ha fornito dettagli agghiaccianti sulle dinamiche interne della criminalità locale.

Registrazioni effettuate dalla polizia giudiziaria nel salotto di Roberto Alfio Maugeri rivelano conversazioni cariche di tensione, dove si menzionano vendette e rivalità. Bervicato, nei verbali depositati dalla Procura di Napoli, ha tracciato una mappa delle attività illecite dopo i recenti blitz che hanno decimato il clan di Tibiuccio.

Il giovane Robertino Maugeri, nipote del boss Raffaele Zampella, si è trovato a ricoprire un ruolo cruciale nella gestione dello spaccio di droga, mantenendo rapporti con esponenti di diversi gruppi. Sotto la sua direzione, le piazze di spaccio si sono riempite nuovamente, mentre il controllo delle estorsioni è garantito da un’alleanza con Gianfranco Bervicato.

Le tensioni non sono solo verbali. Un episodio clamoroso avvenuto nell’aprile 2022 rivela un tentativo di vendetta che sfiorò la tragedia. Luigi Natale, noto come “gamba di legno”, subì un violento pestaggio per aver tradito le regole del clan. Tenta di riprendersi il potere armato di pistola, ma un malfunzionamento dell’arma gli costò caro: ciò che doveva essere un agguato si trasformò in una sconfitta.

La situazione ha continuato a deteriorarsi fino al 21 dicembre 2023, quando un agguato ha di nuovo scosso Caivano. In via Santa Barbara, due uomini a bordo di uno scooter sono stati attaccati da un commando armato. L’agguato, avvenuto in pieno giorno, rappresenta l’apice di una serie di vendette incrociate che mantengono la comunità in uno stato di paura permanente.

Questi eventi evidenziano non solo il potere persistente dei clan, ma anche la fragilità della pace nella città che lotta contro le ombre della criminalità organizzata. La guerra tra bande si ripercuote su una popolazione stremata, mentre le forze dell’ordine cercano di riportare la legalità in un territorio segnato da atrocità e violenze.Un episodio di violenza legato a dinamiche di camorra ha scosso Pascarola, frazione a ridosso di Napoli. Tutto ha avuto inizio quando Domenico Bervicato, noto nella zona, è stato preso di mira da un’azione intimidatoria che ha visto protagonisti anche fuoristrada di grossa cilindrata e armi da fuoco. Un inseguitore ha puntato una pistola alla tempia di Bervicato, costringendolo a fuggire a piedi insieme a un complice, abbandonando il loro scooter. A pagare il prezzo più alto è stato Mario Marzaiuolo, vittima di una brutale aggressione fisica.

Trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli, i medici hanno diagnosticato a Marzaiuolo un trauma cranico severo con frattura del fronte e dell’orbita, oltre a una ferita lacero-contusa profonda. Per cercare di giustificare le sue condizioni, Marzaiuolo inizialmente ha sostenuto di aver subito un banale incidente stradale, ma indagini e intercettazioni hanno smentito la sua versione.

Nel mentre, nella casa di Roberto Maugeri, attualmente agli arresti domiciliari, si sono tenuti incontri ad alta tensione. Qui, i suoi più fidati alleati, come Giuseppe Tammaro e Gennaro Laurino, hanno dibattuto sull’opportunità di attaccare gli avversari o trovare un accordo vantaggioso per entrambe le parti. Tammaro ha espresso frustrazione per la situazione, accusando Maugeri di essere responsabile dell’attacco subito.

Le conversazioni sono state caratterizzate da proposte di azioni punitive, come schiaffi ai rivali, ma hanno subito trovato freni a causa della paura di eventuali denunce. Questo dibattito ha messo in luce non solo le tensioni interne al clan, ma anche la complessità dei rapporti familiari che legano i protagonisti di questa vicenda. Infatti, i legami tra Raffaele Zambella e la famiglia Maugeri si sono rivelati intricati, con legami di sangue e alleanze strategiche.

Le indagini sugli eventi di Pascarola hanno apportato prove determinanti, come l’analisi della registrazione delle telefonate e delle intestazioni fittizie di mezzi utilizzati per gli attacchi. Questi dati hanno portato a un inasprimento della situazione, rivelando una camorra non solo spietata, ma anche satura di conflitti interni, mentre si trova a fronteggiare un sistema giudiziario sempre più attento.

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