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Condanna a nove anni per il boss ‘Ganito’ dopo la rapina a Gigio Donnarumma

Condanna a nove anni per il boss ‘Ganito’ dopo la rapina a Gigio Donnarumma

Nove anni di carcere per Ilyas Kherbouch, 21 anni, noto come “Ganito”, autore di uno dei colpi di rapina più eclatanti a Parigi, ai danni dell’ex portiere del Paris Saint Germain, Gianluigi Donnarumma, e della compagna Alessia Elefante. Il tribunale di Parigi ha espresso una decisione severa ieri notte, accogliendo quasi interamente la richiesta del pubblico ministero, che aveva inizialmente chiesto 10 anni di reclusione.

Kherbouch è stato condannato per aver pianificato e diretto la rapina, che ha avuto luogo il 21 luglio 2023, mentre si trovava in carcere. Al contrario, il presunto complice Khyan M., 22 anni, è stato assolto per insufficienza di prove, con il suo avvocato, Céline Dadouat, che ha sostenuto la difesa con successo.

L’operazione criminale orchestrata da Kherbouch ha visto coinvolti sette esecutori materiali, alcuni dei quali non identificati. L’episodio fa parte di una serie di almeno sette rapine in abitazioni, note come “homejacking”, perpetrate tra il 2022 e il 2025, che hanno mirato a case di celebrità a Parigi. La Procura ha descritto questo fenomeno come un segnale allarmante della crescente efferatezza della criminalità giovanile nella capitale francese.

La rapina avvenne in avenue Montaigne, quando i rapinatori entrarono nell’appartamento della coppia a notte fonda. Donnarumma subì violenti pestaggi, mentre Alessia Elefante, gravida, fu immobilizzata con un cavo di ricarica. Il bottino, ammontante a circa un milione di euro, era costituito da gioielli, orologi di lusso e contante.

Le conseguenze di quel tragico evento sono state devastanti. Alessia ha subito un aborto spontaneo poco dopo l’aggressione, un impatto emotivo e psicologico devastante. Inoltre, un implicato nella rapina si è tolto la vita in cella nel maggio 2024, dopo aver subito minacce e ritorsioni per essere stato considerato un “informante” del gruppo.

La sentenza contro Kherbouch segna un passo significativo nella lotta contro la criminalità organizzata giovanile a Parigi, mentre i dettagli di questo caso continuano a echeggiare tra le vittime e la comunità.

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