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Casavatore, tensione tra i clan Amato-Pagano e Ferone: timori di nuovi scontri

Casavatore, tensione tra i clan Amato-Pagano e Ferone: timori di nuovi scontri

Casavatore, blitz antimafia: Pagano arrestato nel casertano casavotorre, e la rete di estorsione legata agli Amato-Pagano tocca il territorio nord di Napoli

Casavatore presenta il conto di settimane di attività investigative: un’operazione congiunta delle forze dell’ordine ha fermato Vincenzo Pagano, 62 anni, noto nel panorama criminale come “Scè Scè”, ritenuto figura chiave del gruppo di oltre confine della cosca Amato-Pagano. L’uomo è stato intercettato nel centro abitato, in via San Pietro, dove era riuscito a rifugiarsi per mesi. Parallelamente sono finiti in manette Lino Caiazza, 45 anni, ed Elpidio Patricelli, 37 anni, genero del boss Ernesto Ferone: arresti ritenuti parte di un filo conduttore di presunte attività illecite legate al gruppo.

Secondo quanto riportato dagli inquirenti, Pagano era considerato un ras degli scissionisti all’interno del cartello che controlla ampi settori del territorio tra Casavatore e i comuni limitrofi. L’azione di mercato clandestino e la gestione della “tassa” su imprenditori e attività commerciali locali hanno creato una frattura interna alla struttura, alimentando tensioni e dinamiche di potere che hanno reso necessaria una risposta dello Stato. Le autorità hanno indicato la tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso come aspetto centrale delle indagini che hanno portato agli arresti.

Il contesto locale resta agito da una rivalità consolidata tra i Ferone e gli Amato-Pagano, con una history di alleanze di facciata e imposizioni sul territorio, soprattutto in riferimento alle piazze imprenditoriali e alle tangenti. L’epilogo dell’operazione a Casavatore segna un intervento deciso contro una rete che, secondo le indagini, aveva trovato canali di protezione e sostegno anche al di fuori della tradizionale presenza fisica, mirando a consolidare il controllo di aree nel nord della provincia.

Nel frattempo, sul piano dell’immagine e della propaganda, la criminalità continua a esplorare nuovi spazi di comunicazione. Su TikTok è emerso un profilo riconducibile a nickname presumibilmente fittizi, tra i quali compare anche un riferimento al nome Francesco Parodi. Il canale pubblica spesso foto, video e post focalizzati sulla famiglia Pagano e sui fatti di Casavatore legati agli episodi di estorsione, includendo anche immagini di soggetti coinvolti accanto alle forze dell’ordine. La diffusione di contenuti simili appare come parte di un fenomeno più ampio di presenza digitale della criminalità, che le forze dell’ordine stanno monitorando.

Nelle settimane recenti, intanto, circolano voci e indiscrezioni non ancora verificate circa eventuali dichiarazioni rilasciate da Pagano o altri protagonisti della vicenda. Le autorità hanno sottolineato che, attualmente, non risultano conferme ufficiali di tali affermazioni e che potrebbero sussistere tentativi di disinformazione finalizzati a creare confusione. L’attenzione resta rivolta alle verifiche in corso e agli elementi che emergeranno dai documenti processuali e dalle attività della Direzione Distrettuale Antimafia.

Gli sviluppi spettano agli uffici giudiziari e alle procure interessate, che proseguono l’analisi dei contorni dell’inchiesta su estorsione aggravata dal metodo mafioso e sulla rete di protezione attorno al gruppo Ferone-Amato-Pagano. Le indagini indagano non solo i ruoli individuali, ma anche i legami tra ambienti criminali e singole dinamiche di potere che hanno permesso una presenza radicata sul territorio.

In attesa di ulteriori conferme, le autorità hanno annunciato che l’attenzione resterà alta su Casavatore e sui comuni confinanti, dove l’equilibrio tra vecchie alleanze e nuove pressioni continua a essere al centro di un’indagine ancora in corso. Prossimi giorni potrebbero fornire chiarimenti sui ruoli occupati dai vari soggetti coinvolti e sulle eventuali nuove misure cautelari o sviluppi sull’esercizio della pressione criminale nel tessuto locale.

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