Cronaca di Napoli
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Appello favorevole per l’ex consigliere regionale Marco Nonno dopo gli scontri di Pianura

Appello favorevole per l’ex consigliere regionale Marco Nonno dopo gli scontri di Pianura

A quasi due decenni dall’esplosione di violenti scontri che segnarono la periferia occidentale di Napoli, si è registrata una nuova svolta nell’intricata vicenda giudiziaria riguardante le proteste contro la riapertura della discarica di contrada Pisani. La Corte di Appello di Napoli, presieduta dal giudice Valentini, ha emesso una condanna di cinque anni e quattro mesi di reclusione per Marco Nonno, ex consigliere comunale e attuale coordinatore di Fratelli d’Italia.

Il collegio ha accertato la responsabilità di Nonno in relazione al reato di devastazione, imponendogli una pena di tre anni e quattro mesi. Questa sanzione si aggiunge ai due anni già imposti per resistenza a pubblico ufficiale, portando il totale della condanna finale. La sentenza arriva al termine di un lungo iter processuale: nel maggio del 2014, in primo grado, Nonno era stato condannato a otto anni e sei mesi. Tuttavia, in seguito, la Corte di Appello aveva ridotto la pena, assolvendo l’ex politico dall’accusa principale e confermando solo la condanna per il reato minore.

Le tensioni che hanno caratterizzato i fatti risalgono ai primi mesi del 2008, quando la zona di Pianura fu teatro di un’aspra opposizione contro la riattivazione della discarica, già operativa per quarantadue anni. Le mobilitazioni si trasformarono in disordini violenti, con blocchi stradali e attacchi contro le forze dell’ordine, attirando l’attenzione nazionale e internazionale.

A seguito delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Napoli, diciotto persone furono indagate. Le inchieste hanno evidenziato possibili legami tra politici, tifoserie e imprenditori attivi nell’illecito edilizio, preoccupati per la svalutazione dei propri beni a causa delle proteste.

Commentando la recente sentenza, il legale di Nonno, avvocato Sergio Cola, ha espresso forte disappunto per il ritardo nella giustizia. Ha annunciato che, una volta ricevute le motivazioni ufficiali, verrà presentato ricorso in Cassazione, segnando così il prossimo capitolo di una vicenda che continua a evolversi tra i corridoi della giustizia penale.

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