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Piazzolla di Nola, platano secolare di Villa Albertini schiantato dal vento

Di La Redazione3 Agosto 2026 - 08:3311 ore fa 2 min di lettura
Piazzolla di Nola, platano secolare di Villa Albertini schiantato dal vento

Un pezzo di storia è andato in frantumi nel pomeriggio di ieri a Piazzolla di Nola: il platanus che da oltre due secoli vegliava su Palazzo Albertini è stato abbattuto da forti raffiche di vento. La tempesta, attesa e prevista dall’allerta meteo della Protezione Civile della Campania, è arrivata alle 18.30, portando con sé paura e preoccupazione tra i residenti.

Il platano, affettuosamente conosciuto come “‘a quercia ‘ngopp ‘o palazzo”, è stato piantato nel 1779 dall’architetto Francesco Collecino. In queste oltre duecento anni, ha rappresentato un simbolo di identità per la comunità, diventando punto di riferimento per generazioni. “Era come una parte di noi”, commenta un anziano residente, visibilmente scosso dal crollo.

La violenza del vento ha sradicato l’albero, che è finito sul balcone centrale dell’edificio, fortunatamente disabitato al momento. Non ci sono stati feriti, ma solo per un colpo di fortuna. Sul posto sono giunti i Carabinieri e i Vigili del Fuoco, che hanno lavorato con mezzi specializzati per mettere in sicurezza l’area e rimuovere il tronco pesante e ingombrante.

Come riportato nelle prime informazioni disponibili, il video del crollo è diventato rapidamente virale sui social network, attirando centinaia di commenti. Nonostante l’amarezza per la perdita, cresce anche la rabbia tra i cittadini, convinti che il platano fosse in condizione precaria da tempo: “Le radici erano fuori dal terreno, ma non è mai stato fatto nulla”, lamentano in molti.

Questa vicenda solleva interrogativi importanti sulla manutenzione del patrimonio arboreo in aree storiche, un tema spesso trascurato. I residenti chiedono ora maggiore attenzione da parte delle autorità per evitare che simili incidenti possano ripetersi. “La domanda, ora, resta aperta: chi si prenderà cura delle nostre piante e della nostra storia?”, conclude un altro abitante del quartiere, con un lieve tono di speranza nel futuro.