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EAV in crisi, pendolari in difficoltà: il Risanatore tra applausi e critiche politiche

Ha sistemato i conti e comprato i treni, ma il servizio resta deficitario e la politica continua a soffiare sul collo: i cittadini pagano l’autonomia al prezzo dell’apparenza.

Di La Redazione1 Agosto 2026 - 17:061 ora fa 2 min di lettura
EAV in crisi, pendolari in difficoltà: il Risanatore tra applausi e critiche politiche

Un’azienda che torna in corsa: questa è la promessa del nuovo management della Vesuviana, dopo una gestione controversa segnata da investimenti e passi avanti, ma ancora marcata da disservizi storici. A Napoli, la questione pendolari è sempre calda e, nonostante i bilanci in attivo, l’immagine pubblica della ferrovia resta segnata da ritardi e assenze di convogli. Ora però, si annuncia un cambio di guardia, con l’arrivo di un nuovo leader, “Il Ferroviere”, che porta con sé l’esperienza delle Ferrovie.

“Abbiamo fatto tutto il possibile per riportare la Vesuviana a una gestione sostenibile”, ha dichiarato il Risanatore uscente. E sebbene il bilancio parli chiaro, con decine di milioni di euro di patrimonio aziendale guadagnato, molti pendolari rimangono scettici. La vicenda è emersa con forza nei giorni scorsi, facendo riaffiorare discussioni su scelte politiche più che tecniche all’interno dell’azienda.

Le pressioni, come sottolineato dal Risanatore, sono state incessanti e non hanno riguardato solo l’aspetto economico. “Ci sono stati tentativi di influenzare decisioni che dovrebbero rimanere tecniche”, ha confidato. Questo porta a una riflessione amara: se le pressioni sono sistemiche, cosa aspira a conquistare la rete di gestione? La sostituzione dopo una presunta lentezza sui cantieri quanto riflette realmente la realtà delle cose?

In un clima di cambiamento e aspettativa, Napoli guarda con curiosità al nuovo corso. Il Ferroviere, con il suo pedigree, ha l’opportunità di dare una scossa alla Vesuviana. “Vogliamo vedere corse affidabili e tempi certi”, affermano i pendolari, consapevoli che dietro ogni numero ci sono storie e vite da gestire.

Il messaggio al nuovo vertice è chiaro: basta passerelle, è ora di restituire ai cittadini un servizio che merita di essere all’altezza delle aspettative. E la domanda che aleggia è: il nuovo consiglio dirigenziale saprà realmente rispondere alle necessità di chi utilizza quotidianamente questo servizio?

Nel quartiere resta alta l’attenzione: la storia, di certo, non è chiusa e le prossime ore potrebbero essere decisive per capire come evolverà questa vicenda.