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Pomigliano, agguato con machete davanti a uno chalet: due persone in manette

Di La Redazione30 Luglio 2026 - 07:022 ore fa 2 min di lettura
Pomigliano, agguato con machete davanti a uno chalet: due persone in manette

Un pomeriggio di festa e spensieratezza si è trasformato in un dramma in pochi secondi. Il 25 giugno, a Pomigliano d’Arco, davanti allo Chalet del Sole, un giovane è finito in ospedale dopo essere stato aggredito con un machete. Un evento che ha lasciato il segno nella comunità e acceso i riflettori sulla sicurezza nella movida estiva.

Le indagini, condotte dagli agenti del Commissariato di Acerra, hanno rivelato un quadro inquietante. Secondo quanto emerge, tre giovani, a bordo di uno scooter, avrebbero attuato quella che gli inquirenti definiscono una spedizione punitiva. Il 19enne Francesco Pio Romano, al volante del ciclomotore, avrebbe estratto un machete nascosto tra la sella e il manubrio, scagliandosi su Angelo Piccolo, il ragazzo ferito. I colpi avrebbero colpito la testa, il collo e la spalla della vittima con una violenza inaudita.

“Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente della zona, visibilmente scosso dall’accaduto. È stata la prontezza degli amici di Piccolo a evitarne conseguenze più gravi; riusciti a disarmare l’aggressore e mettere in fuga il gruppo.

Piccolo, gravemente ferito, è stato trasportato d’urgenza alla clinica Villa dei Fiori. Se le sue condizioni rimangono serie, fortunatamente non hanno messo in pericolo la vita. Mentre la comunità si interroga su come possa accadere una cosa simile, il giudice per le indagini preliminari, Teresa Valentino, ha disposto la custodia cautelare per Romano, accusato di tentato omicidio. La difesa sostiene invece che il caso debba essere inquadrato come un reato di lesioni, un punto su cui si sta ancora discutendo.

In questo intricato scenario, emerge anche il ruolo di Gabriel Vanzanella, 21enne di Torre del Greco, ritenuto complice per aver, secondo gli inquirenti, partecipato attivamente all’aggressione senza impugnare direttamente l’arma. Per lui, il gip ha disposto gli arresti domiciliari.

Intanto, la caccia al terzo giovane, presente durante l’episodio ma attualmente non identificato, continua. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni dettaglio, mettendo insieme i pezzi di una serata che ha mostrato il lato oscuro della movida napoletana.

Questo episodio non è solo una questione di giustizia; rappresenta un grido d’allarme su un fenomeno sempre più preoccupante: la violenza tra i giovani in un contesto di divertimento. Cosa è cambiato nelle nostre strade? Le prossime ore potrebbero essere decisive per determinare la direzione di questa storia, mentre nel quartiere cresce la preoccupazione.