Napoli è nuovamente al centro di un’azione di grande impatto contro l’illegalità ambientale, con l’ennesima diffusa operazione nelle ultime settimane. I controlli, intensificati dalle autorità, hanno portato a sanzioni per quasi 100mila euro e a un’azione capillare nelle aree più critiche della Terra dei Fuochi, segnalando un chiaro messaggio: non si tollera l’abbandono di rifiuti e le attività pericolose.
Secondo quanto emerso dalla prima ricostruzione, in soli sette giorni, 18 individui sono stati denunciati e 17 veicoli sequestrati. I controlli hanno incluso ben 600 pattugliamenti, con un totale impressionante di 3.600 ore di servizio compiute dalle forze dell’ordine e dall’Esercito, evidenziando l’impegno congiunto per garantire la sicurezza ambientale nei quartieri di Napoli e provincia.
Tra i casi più eclatanti, emerge la storia di un uomo sorpreso mentre abbandonava un cucciolo di cane in pieno giorno a Giugliano, mentre nello stesso frangente scaricava illegalmente rifiuti. “Abbiamo visto e sentito un grande trambusto, non credevamo ai nostri occhi”, racconta un residente della zona, preoccupato per la sicurezza dei suoi figli.
Non è l’unico episodio di questo tipo. A San Marco Evangelista, la Polizia stradale ha bloccato un autocarro carico di oltre quattro tonnellate di rifiuti ferrosi trasportati senza alcuna autorizzazione. In risposta a tali attività illecite, i controlli si sono estesi ad aree come Marigliano, Pomigliano d’Arco e Casoria, dove è stato scoperto un opificio clandestino che lavorava pellami senza rispettare le normative ambientali.
L’attività di controllo ha incluso anche la sorveglianza aerea e l’analisi di immagini, permettendo di localizzare impianti per lo smaltimento illegale di rifiuti tessili a Grazzanise e diverse officine abusivamente attive. Le operazioni sono state particolarmente concentrate intorno agli insediamenti nomadi, dove recenti incendi avevano aumentato l’allerta.
Questa mobilitazione è un forte richiamo al senso di responsabilità collettivo, un invito a vigilare non solo sulle proprie azioni, ma su ciò che avviene intorno. La domanda ora rimane: quanto è ancora grande il problema dell’illegalità ambientale nelle nostre città e quali passi saranno fatti per garantire un futuro più pulito?