Condanna definitiva per i boss della Camorra: 18 anni di attesa per le minacce ai magistrati
A Napoli la giustizia segna un altro punto importante nella lotta contro la camorra. I giudici della Corte d’Appello di Roma hanno inflitto una condanna di 5 anni e mezzo ai boss del clan dei Casalesi, Francesco Bidognetti, noto come “Cicciotto e mezzanotte”, e all’ex capoclan Antonio Iovine, oggi collaboratore di giustizia. Questo verdetto, emesso a distanza di diciotto anni dal famoso “proclama” in aula durante il processo “Spartacus”, rappresenta un ulteriore tassello nella decisa azione contro la criminalità organizzata.
La sentenza rovescia l’assoluzione inizialmente concessa a entrambi e conferma, per l’avvocato Michele Santonastaso, una pena di 5 anni e mezzo per minacce aggravate da metodo mafioso e calunnia. Queste accuse si riferiscono a intimidazioni rivolte a magistrati in prima linea nella guerra al clan, tra i quali spiccano nomi noti come Raffaele Cantone e Federico Cafiero de Raho.
Stando a quanto emerso dalle prime informazioni disponibili, la vicenda ha radici nel 2008, quando, in un’aula blindata, l’avvocato Santonastaso lesse una memoria scritta a nome dei boss, chiedendo il trasferimento del processo per “legittimo sospetto”. Questo tentativo di intimidazione non si limitava solo ai giudici, ma colpiva anche figure pubbliche simbolo della lotta alle mafie, come lo scrittore Roberto Saviano e la giornalista Rosaria Capacchione.
Una delle reazioni più diffuse nei quartieri napoletani, dove la figura della camorra è ancora presente, è la speranza che questo verdetto possa rappresentare un cambiamento concreto nei rapporti di forza. “Le intimidazioni non possono più fermarci”, afferma un giovane attivista della zona.
Ora il tribunale di Roma si prepara a chiudere altri filoni giudiziari legati a questa vicenda, tra cui le minacce specifiche verso Saviano e Capacchione. Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per comprendere l’ampiezza dell’impatto di questa sentenza. Inoltre, resta aperta la domanda su come il clan tenterà di reagire a questa ulteriore sfida. Nel frattempo, tra i cittadini, cresce l’attenzione verso un tema che, per molti, è ancora troppo vicino alla realtà quotidiana.


