Un tentativo di evasione alla Casa Circondariale di Carinola ha tenuto con il fiato sospeso le forze dell’ordine nella notte. Due detenuti italiani hanno provato a fuggire dall’istituto penitenziario, ma sono stati prontamente bloccati dagli agenti di Polizia Penitenziaria prima di riuscire a completare il loro piano.
La vicenda, emersa nelle ultime ore, ha visto i due reclusi praticare un foro nella parete della loro cella per raggiungere il tetto. “Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, raccontano alcuni residenti nelle vicinanze, che hanno notato un’attività insolita attorno alla struttura.
Da quanto si apprende, il personale della Polizia Penitenziaria, seppur ridotto durante il turno notturno, è riuscito ad agire tempestivamente, riportando i detenuti all’interno e disponendo il loro isolamento. L’intervento ha evitato che il tentativo di evasione potesse tradursi in un evento tragico per la sicurezza del carcere.
Le autorità hanno subito avviato accertamenti per capire come i detenuti, parte di un gruppo di quattro recluse nella sezione B, siano riusciti a orchestrare un piano così audace. È fondamentale chiarire le motivazioni dietro il loro tentativo di fuga e se ci siano eventuali complici all’interno della struttura.
Vincenzo Palmieri, segretario regionale dell’OSAPP, ha sollevato preoccupazioni sulla cronica carenza di organico che affligge il carcere di Carinola. “Serve un servizio di ronda perimetrale e un potenziamento della sorveglianza interna”, ha ribadito, sottolineando l’importanza di garantire la sicurezza di agenti e detenuti.
Intanto, la notizia ha riacceso il dibattito nella comunità: la domanda ora resta aperta. Come si intende affrontare l’emergenza sicurezza nelle carceri? Le prossime ore saranno decisive per capire le implicazioni di quanto accaduto.
