Il cardinale Domenico Battaglia ha celebrato il decimo anniversario della sua ordinazione episcopale con un’omelia carica di profondità e riflessione, illustrando la sua visione pastorale forgiata tra le diverse realtà della Campania. Prima di guidare la diocesi di Napoli, Battaglia ha ricoperto il ruolo di vescovo a Cerreto Sannita, un territorio con profondi legami comunitari e sfide legate allo spopolamento delle aree interne. Qui, ha appreso l’importanza di costruire relazioni genuine e l’essenziale vicinanza pastorale, che definisce una “teologia della prossimità”.
Il passaggio a Napoli ha segnato un’importante evoluzione per il cardinale, immerso in una realtà dinamica e complessa, dove la sofferenza si intreccia con la bellezza e la speranza. Battaglia ha sottolineato come Napoli non permetta di essere semplici spettatori: «Ti coinvolge, ti scuote, ti interpella sulle contraddizioni della vita». La città diventa quindi un richiamo potente alla testimonianza attiva, in un contesto segnato da fragilità e ingiustizie.
Rivolgendosi alla sua comunità, il cardinale ha affermato che la Chiesa deve affrontare queste sfide senza compromessi, trasmettendo un messaggio evangelico “nudo e crudo”, autentico e privo di ipocrisie, strumento di liberazione e dignità per un popolo che cerca giustizia.
Battaglia ha insistito sul fatto che questa celebrazione non rappresenta solo un momento di riflessione personale, ma è un tributo alla fedeltà di Dio, che si manifesta attraverso le debolezze umane e l’impegno quotidiano della comunità cristiana. La sua riflessione mette in luce l’urgenza di un rinnovato impegno pastorale e sociale a Napoli, un invito aperto per la Chiesa e per tutti coloro che desiderano contribuire a un cammino di riscatto e speranza per la comunità.
