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Cronaca

Abusi su un ragazzo di 12 anni, la moglie del reo confesso chiede fine all’odio sociale

Di La Redazione31 Luglio 2026 - 20:341 ora fa 2 min di lettura
Abusi su un ragazzo di 12 anni, la moglie del reo confesso chiede fine all’odio sociale

Il caso che ha scosso Napoli continua a far parlare di sé, ma non solo per la gravità del reato commesso. L’epilogo di una vicenda tragica sta generando anche un’intensa campagna d’odio nei confronti della famiglia dell’indagato, coinvolgendo in modo inaspettato la moglie e le due figlie minorenni.

L’avvocata Giovanna Cacciapuoti, legale della donna, denuncia un vero e proprio “linciaggio digitale” subito da madre e figlie. Secondo quanto emerge, sui social network si susseguono insulti e minacce nei loro confronti, creando un clima di tensione insostenibile. “Abbiamo assistito a un’escalation preoccupante di violenza verbale – sottolinea la Cacciapuoti – che ha trasformato il confronto pubblico in un attacco indiscriminato”.

La situazione ha destato preoccupazione tra i residenti del quartiere, che si chiedono come si sia potuto arrivare a tanto. “È inaudito colpire persone estranee ai fatti”, dice un vicino di casa, richiamando l’attenzione sulla vulnerabilità di due ragazze innocenti.

Inizialmente, la famiglia dell’indagato aveva preso chiaramente le distanze dal suo operato, esprimendo solidarietà alla vittima e alla sua famiglia. Tuttavia, questa posizione non è bastata a fermare una macchina del fango che, secondo l’avvocata, è stata alimentata anche da chi ha interessi politici in gioco. “Non si tratta di giustizia, ma di sciacallaggio”, denuncia la legale, evidenziando le pesanti ripercussioni sulla sicurezza e reputazione delle sue assistite.

L’appello dell’avvocata Cacciapuoti è chiaro: fermare immediatamente questa campagna ingiustificata. “Colpire familiari innocenti non aiuta a portare giustizia. Anzi, crea nuove vittime”, ammonisce, richiamando tutti a considerare che dietro a uno schermo ci sono esseri umani, esposti a una gogna pubblica ormai inaccettabile.

Mentre la comunità è scossa e interroga le autorità su cosa possa essere fatto per fermare quest’onda di odio, resta aperta la questione su come affrontare il delicato equilibrio tra giustizia e rispetto per tutte le persone coinvolte.