Il Tar Campania respinge il ricorso di un'agenzia scommesse di Napoli, confermando il diniego per rischi legati a presunti legami criminali.
Il rifiuto della licenza per la raccolta di scommesse a un’agenzia di Poggioreale riaccende il dibattito sulla sicurezza e legalità delle attività commerciali a Napoli. La decisione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, emessa nelle ultime ore, ha sorpreso e deluso la titolare, che aveva presentato un ricorso contro il diniego della Questura.
Stando a quanto emerso dalla prima ricostruzione, il Commissariato di Poggioreale non aveva solo scovato precedenti penali legati al gioco, ma anche la frequentazione di persone poco raccomandabili da parte dei familiari della richiedente. Elementi che, secondo il Tar, fanno presupporre il rischio di possibili condizionamenti esterni nella gestione dell’agenzia.
“Abbiamo sempre cercato di mantenere la nostra attività in regola, ma ora ci troviamo di fronte a un muro,” spiega un collaboratore dell’agenzia, aggiungendo che l’incertezza alimenta un clima di preoccupazione tra gli operatori del settore. Il Tar ha chiarito che non è necessaria la prova di un’infiltrazione criminale diretta per negare una licenza; un’analisi preventiva dei rischi per la sicurezza pubblica è sufficiente.
Nel cuore pulsante di Poggioreale, una zona già sotto osservazione delle forze dell’ordine, questa decisione si traducono in un forte messaggio: la vigilanza delle istituzioni è massima e volta a prevenire il radicarsi di attività illecite. Molti residenti ricordano un passato non lontano, in cui attività di questo tipo erano collegabili ad eventi indesiderati.
“Qui la gente ha imparato a diffidare, e per certi versi questa sentenza è un modo per tutelare anche noi,” commenta un commerciante della zona. Ma la preoccupazione si fa sentire: come si muoveranno ora gli imprenditori in un settore tanto delicato?
La decisione del Tar non solo segna un punto contro le scommesse abusive, ma pone l’accento sul delicato equilibrio tra opportunità commerciali e sicurezza collettiva. Intanto tra i residenti resta alta l’attenzione, e la domanda, ora, resta aperta: come influenzerà questa sentenza il futuro delle agenzie di scommesse a Napoli?
