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Napoli punta a un milione di turisti oriundi entro il 2028 con il riconoscimento Unesco della canzone napoletana

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Il progetto punta a valorizzare l'identità culturale e attrarre visitatori oriundi con il sostegno di istituzioni e grandi eventi sportivi.

Napoli si prepara a un’opportunità d’oro: il riconoscimento Unesco della canzone napoletana potrebbe portare un milione di turisti oriundi entro il 2028. Questo traguardo non rappresenta solo un vanto culturale per la città, ma anche una chance economica da non sottovalutare per l’intera regione Campania.

Secondo quanto emerso, il governo punta a coinvolgere agenzie turistiche e compagnie di crociera per attrarre visitatori, sfruttando il legame profondo che la musica partenopea ha con gli oltre 80 milioni di italodiscendenti nel mondo. Attualmente, solo circa sei milioni di loro hanno messo piede in Italia, lasciando quindi un bacino potenziale di 74 milioni di persone pronte a riscoprire le loro radici.

Le istituzioni locali sono sulla stessa lunghezza d’onda. Il ministro ha già avviato un dialogo con il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e il presidente della Regione Campania, Vincenzo Figliulo, entrambi entusiasti nel sostenere l’iniziativa. A rendere il progetto ancora più interessante, ci sarà anche la partecipazione di artisti internazionali, che contribuiranno a dare visibilità all’evento a livello globale.

L’asse turistico potrebbe guadagnare ulteriore slancio grazie alla coincidenza con le rinomate regate America’s Cup e Louis Vuitton Cup, in programma a Napoli. Questi eventi di respiro internazionale rappresentano un’occasione imperdibile per promuovere la città, creando un’offerta turistica che integri sport e cultura in modo sinergico.

Per realizzare tutto ciò, è stato istituito un tavolo tecnico che coinvolgerà governo, autorità locali, compagnie di crociera e importanti attori culturali. Questo organismo avrà il compito di delineare tempistiche, risorse e strategie promozionali necessarie per raggiungere l’ambizioso obiettivo. L’aspettativa è quella di un impatto positivo sulla comunità e sulle attività legate al turismo.

Intanto, tra i residenti cresce l’entusiasmo ma anche una certa cautela. “Speriamo che questa volta si faccia sul serio”, afferma un commerciante del centro storico. La domanda, ora, resta aperta. Nel quartiere, l’attesa è palpabile, e tutti si chiedono quale sarà il prossimo passo.