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Procura di Napoli avvia indagini su presunti illeciti all’Università Pegaso

Sotto inchiesta la gestione passata dell'Università telematica Pegaso per presunti titoli accademici irregolari e corsi inesistenti.

Di La Redazione10 Giugno 2026 - 08:052 mesi fa 2 min di lettura

Un’inchiesta scuote il panorama accademico napoletano: la Procura ha avviato un’indagine sulla gestione dell’Università telematica Pegaso, coinvolgendo circa quaranta persone, tra cui il fondatore Danilo Iervolino. L’accusa è seria: si ipotizza un’associazione a delinquere finalizzata a rilasciare titoli accademici non conformi alla legge.

Le prime ricostruzioni suggeriscono che l’ateneo avrebbe operato nell’ombra, favorendo l’accesso a corsi senza i necessari requisiti e a master privi di sostanza, il tutto per ampliare il proprio mercato. Le indagini della Guardia di Finanza hanno già portato a numerosi sequestri e perquisizioni in diverse sedi dell’università.

Stando a quanto emerso, il pool di magistrati, composto dai noti sostituti procuratori Henry John Woodcock, Vincenzo Piscitelli e Francesca Paola Colonna Romano, sta indagando anche sul gruppo Multiversity, a cui Pegaso è affiliata, per valutare eventuali responsabilità amministrative sotto il Decreto Legislativo 231/2001. In questo contesto, anche la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è stata sentita come testimone.

L’attuale dirigenza di Pegaso ha dichiarato di essere parte lesa e ha imposto una linea di collaborazione con le autorità. “Abbiamo segnalato irregolarità e proceduto con un esposto contro alcuni ex dipendenti”, ha sottolineato, ribadendo l’impegno a garantire un’istruzione di qualità.

Le indagini, però, non si fermeranno qui: resteranno da chiarire le responsabilità e la portata delle irregolarità, potenzialmente in grado di influenzare l’intero sistema dell’istruzione telematica in Campania e non solo.

Nel frattempo, l’attenzione sulla formazione online resta alta. Il futuro delle università telematiche italiane dipende dalla capacità di rispettare elevati standard di qualità e trasparenza. I cittadini e gli studenti campani guardano con apprensione a questi sviluppi, consci che un sistema educativo solido è fondamentale per la loro crescita. La domanda, ora, resta aperta: quali conseguenze attenderanno Pegaso e i suoi rappresentanti alla luce di questa vicenda?