Il crimine che ha scosso Scafati e Boscoreale nel gennaio del 2025 torna nelle aule di giustizia, con un processo che promette di svilupparsi in maniera complessa e drammatica. Il giovane Pasquale Nappo, diciottenne assassinato in un agguato, ha visto i suoi presunti killer, Giuseppe Esposito e Antonio Abbruzzese, costretti a difendersi davanti alla Corte d’Assise. Nessuna attenuante, infatti, è stata concessa dal giudice, che ha respinto la richiesta di rito abbreviato presentata dai legali degli imputati.
“La vicenda è emersa nelle ultime ore e ha suscitato preoccupazione tra i residenti”, commentano alcuni abitanti della zona, tornando a rivivere quei momenti di terrore. Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno delineato un quadro inquietante, in cui i due imputati avrebbero agito con premeditazione, associando il loro gesto al metodo mafioso.
Secondo le ricostruzioni, la sera dell’omicidio, Esposito e Abbruzzese si sarebbero diretti verso piazza Pace su uno scooter con la targa occultata, puntando a un gruppo di giovani, tra cui si trovava Nappo. Questo atto di violenza sarebbe stato motivato da una vendetta legata a un’aggressione subita in precedenza da uno degli imputati. La comunità, colpita, ricorda Pasquale come un ragazzo tranquillo e rispettato, estraneo a qualsiasi contesto criminoso.
In un attimo, la situazione è degenerata: mentre il gruppo di ragazzi occupava la carreggiata, uno dei due avrebbe estratto una pistola calibro 7,65, facendo fuoco e colpendo mortalmente il giovane.
Le tesi in aula si scontrano: la difesa argomenta che il colpo sarebbe partito per caso, negando collegamenti con ambienti di criminalità organizzata. Al contrario, la Procura sostiene che la modalità d’azione, avvenuta in unione con la presenza di un pubblico affollato, rivela una chiara intenzione intimidatoria.
I familiari di Pasquale, che si sono costituiti parte civile, chiedono giustizia e spiegazioni per una morte che ha lasciato cicatrici indelebili in questa comunità, che ora si interroga: le prossime udienze chiariranno davvero i contorni di questo tragico episodio? La domanda, ora, resta aperta.

