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Morte del piccolo Domenico: ritardata la relazione dei periti sui cuori analizzati

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La relazione finale sul decesso del bimbo di 2 anni slitta a fine settembre per ulteriori accertamenti tecnici.

La tragica morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta a Napoli, continua a sollevare interrogativi e angoscia tra i cittadini. In un contesto già difficile, ora i periti incaricati dal Gip hanno richiesto un’ulteriore proroga di 15-30 giorni per completare la relazione sull’operazione di trapianto che ha avuto esiti devastanti.

Il documento, inizialmente fissato per l’11 giugno, è ora atteso tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, a causa anche della pausa estiva dei tribunali. Secondo quanto si apprende, l’avvocato della famiglia Caliendo ha confermato che l’analisi degli organi coinvolti è stata avviata, ma è necessaria più attenzione per giungere a conclusioni definitive.

Le analisi sono state condotte presso l’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, dove esperti napoletani hanno lavorato fianco a fianco con i rappresentanti della famiglia e con i legali dei sei indagati. Gli accertamenti riguardano non solo il cuore del bambino, deceduto il 21 febbraio dopo un intervento al Monaldi, ma anche quello del donatore, giunto a Napoli sotto condizioni critiche di congelamento.

Questa vicenda si intreccia con l’inchiesta aperta dalla Procura di Napoli per omicidio colposo, che coinvolge medici ed operatori addetti al trasporto dell’organo. Al centro delle indagini c’è la gestione della catena del freddo: il trasporto del cuore potrebbe essere avvenuto in condizioni non ottimali, incidendo in modo drammatico sull’esito dell’intervento. “Tutti si aspettavano un esito positivo, ma la situazione è precipitata in maniera inaspettata”, spiega un residente del quartiere.

Le indagini mirano a chiarire se il decesso di Domenico sia stato causato da un errore logistico o se la sua salute fosse già compromessa per altre ragioni. Con le risposte ora attese per l’autunno, la comunità locale vive con una tensione palpabile, speranzosa di ottenere giustizia ma impaurita dall’idea che simili tragedie possano ripetersi.

Quest’episodio mette in luce le vulnerabilità del sistema sanitario, soprattutto nella gestione dei trapianti d’organo, dove ogni dettaglio può rivelarsi cruciale. Resta da chiarire cosa sia andato storto e quali responsabilità ricadano sugli attori coinvolti. Intanto, tra i residenti, la sensazione è che questa storia non abbia ancora trovato il suo epilogo.