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Carceri campane, in arrivo 193 nuovi agenti: criticità ancora alta

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Solo 193 nuovi agenti per le carceri campane, un numero insufficiente per fronteggiare sovraffollamento e carenze di organico.

In queste ore a Napoli si è riaccesa la discussione sulla sicurezza e le condizioni di lavoro degli agenti di Polizia penitenziaria. L’arrivo di 193 nuovi agenti, previsto dal piano ministeriale, è visto come una goccia nell’oceano. Le strutture carcerarie campane ospitano oltre 8.000 detenuti, un numero che supera di gran lunga la capienza regolamentare di circa 6.176 posti. Questo significa un sovraffollamento che sfiora le 1.840 unità, una condizione già di per sé allarmante.

Secondo quanto emerge dalla prima ricostruzione, il personale in servizio è carente di oltre mille unità, il che rende ancora più difficile garantire un ambiente sicuro e ordinato. Aldo Di Giacomo, segretario regionale del Sindacato Polizia Penitenziaria, ha evidenziato le sfide crescenti che affrontano gli agenti, tra cui aggressioni, rivolte e traffico di stupefacenti. La cronaca di questi eventi non è mai confortante e coinvolge direttamente non solo gli agenti, ma anche la comunità.

“Abbiamo assistito a episodi preoccupanti, come attacchi al personale e casi di suicidio tra i detenuti, che sottolineano la gravità della situazione”, racconta Di Giacomo in un’intervista. L’aumento del tasso di abbandono tra i nuovi assunti è un ulteriore segnale di come la pressione e lo stress vissuti quotidianamente siano altissimi.

Le condizioni lavorative degli agenti sono critiche: devono sopportare turni prolungati senza le adeguate garanzie di sicurezza. “È difficile lavorare in queste condizioni, ci sentiamo sempre sotto pressing”, afferma un agente in servizio nel carcere di Poggioreale. La richiesta del sindacato è chiara: serve un piano concreto per migliorare l’edilizia penitenziaria e garantire un supporto tecnologico efficace.

Intanto, la precarietà continua a imperversare tra i corridoi delle carceri, creando un clima di ansia sia per i detenuti sia per il personale. Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire quali passi intraprenderà il Ministero per affrontare questa situazione drammatica, mentre nel quartiere resta viva la sensazione che questa storia non sia ancora chiusa.