Terminato il restauro integrale del pavimento marmoreo nella Cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli, valorizzando il patrimonio artistico locale.
Una nuova luce risplende sulla Cappella del Tesoro di San Gennaro, cuore pulsante della cultura napoletana. Il restauro integrale del pavimento marmoreo, un capolavoro di Cosimo Fanzago, segna un momento significativo nella storia artistica di Napoli. La conclusione dei lavori si è realizzata nelle scorse settimane, in vista della presentazione ufficiale fissata per giovedì 18 luglio alle ore 11.
Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Deloitte, ha visto un’accurata opera di recupero delle superfici, che ora si mostrano al pubblico completamente restaurate e valorizzate. Gli interventi, iniziati nel settembre 2025, hanno comportato pulitura, rimozione di stuccature non originali e consolidamento del marmo, garantendo un equilibrio tra innovazione e rispetto per l’opera originale. Come riportato nelle prime informazioni disponibili, il restauro ha restituito leggibilità a uno degli elementi più significativi della cappella.
Tra i relatori presenti all’incontro di presentazione troveremo nomi di spicco nel campo del restauro e della cultura, come Barbara Balbi della Soprintendenza ABAP e Guido Borsani della Fondazione Deloitte. “Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente, riferendosi a come i lavori abbiano portato preoccupazione, ma anche entusiasmo, tra i cittadini. Ora, la Cappella si prepara a riaccogliere i visitatori, rafforzando la sua identità storica e culturale.
Questo intervento non è soltanto un miglioramento estetico. Rappresenta un passo strategico nella conservazione del patrimonio artistico di Napoli, richiamando attenzione sull’importanza della collaborazione tra enti pubblici e privati. Le prossime ore saranno fondamentali per sentire la risposta della comunità che, dopo anni di attesa, potrà finalmente ammirare il pavimento di Fanzago in tutto il suo splendore.
Ma la domanda sorge spontanea: quanto è urgente continuare ad investire nel recupero del patrimonio culturale napoletano? Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi della vicenda.
